Epilessia: Embrace, lo smartwatch che prevede gli attacchi

La nostra idea di smartwatch è legata fondamentalmente ai social networks e al fitness, li abbiamo conosciuti in anteprima proprio nell’appena trascorso 2014 in varie forme e colori e con svariate funzionalità. Ma uno in particolare si differenzia da tutti quelli finora visti e conosciuti perchè il suo scopo è ben diverso. Si chiama Embrace, e sa leggere attraverso la pelle del polso i segnali che precedono una crisi epilettica. Così il paziente che lo porta può essere avvertito e non solo lui, ma anche i suoi familiari in modo che non siano colti impreparati.

Questo dispositivo, sviluppato dalla startup milanese Empatica con la collaborazione del Massachusetts Institute Of Technology (MIT), è in grado di misurare l’attività elettrica della pelle (o meglio la conduttanza cutanea, ossia la capacità di conduzione elettrica della cute) attraverso la sudorazione, come effetto di cambiamenti profondi a carico di determinate aree cerebrali. Quindi, utilizzando un modello basato su anni di dati clinici, estrae dalle misurazioni una previsione su eventuali attacchi epilettici in arrivo.

Il sensore che lo caratterizza, era stato originariamente studiato per identificare gli stati emotivi dei bambini affetti da autismo, e individuare le situazioni che potevano stressarli. La conduttanza cutanea riflette infatti cambiamenti nell’attività delle ghiandole sudoripare, che sono un indicatore dello stato del sistema nervoso autonomo in presenza di stimoli con valenza emotiva.Molti bambini con autismo hanno però anche attacchi epilettici: un giorno, un piccolo paziente che stava testando lo smartwatch ha registrato un picco di attività elettrica a livello cutaneo. Venti minuti dopo, è stato colto da una crisi. Si è quindi capito che lo stesso dispositivo era in grado di captare i segnali di allarme prima di un evento acuto.

Già uno studio del 2012 pubblicato sulla rivista scientifica Epilepsia aveva confermato che il sensore era in grado di individuare gli attacchi imminenti con il 94% di accuratezza. Inoltre, può monitorare temperatura e movimento del soggetto consentendo di fare attività fisica e controllare la qualità del sonno. Durante un attacco, l’iperattivazione dell’amigdala fa sì che si smetta di respirare. Ma se qualcuno scuote il paziente o lo stimola, la respirazione riprende. Rosalind Picard del MIT spiega: «L’iperattivazione dell’amigdala dà anche una forte risposta a livello di conduttanza cutanea, il nostro orologio cattura questa risposta e decide quando è il caso di inviare un segnale» (al paziente e a un familiare o amico designato).

L’obiettivo è prevenire la Sudden Unexpected Death in Epilepsy (SUDEP), la morte improvvisa e inattesa di soggetti che soffrono di epilssia: un evento raro che colpisce pazienti epilettici per ragioni ancora non del tutto note. Sapere in anticipo quando arriverà una crisi può aiutare ad affrontarla in sicurezza. La start up Empatica ha lanciato una campagna di crowfunding per il progetto su Indiegogo. Secondo un articolo pubblicato su Nature quest’anno, i trial clinici di Embrace dovrebbero iniziare nel 2015.

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