Giornata mondiale delle zone umide

Il 2 febbraio si celebra la Giornata mondiale delle zone umide. La firma della Convenzione di Ramsar (Iran), avvenuta il 2 febbraio 1971, per la prima volta ratificò un impegno internazionale per la tutela delle zone umide riconoscendole quali habitat fondamentali per la conservazione del patrimonio biologico della Terra.

Lunedì 2 febbraio si festeggia in tutto il mondo la giornata Ramsar, la giornata internazionale dedicata alle zone umide di importanza internazionale. In Maremma il WWF festeggia con due delle zone umide più importanti e tra le prime ad essere state inserite in questo importante elenco l’Oasi della laguna di Burano e l’Oasi di Orbetello. Appuntamento domenica 1 febbraio, con visite guidate e corso di birdwatching, e lunedì 2 febbraio, con ingresso speciale per fotografi e scuole. Possibiità, previa prenotazione, di soggiornare già da venerdì 30 nella foresteria dell’Oasi.

La giornata del 2 febbraio,World wetlands day, è stata istituita per ricordare l’urgenza di difendere laghi, lagune e corsi d’acqua e il loro ruolo insostituibile per le specie migratorie e per le numerose attività economiche che sostengono quali la pesca, il turismo e l’agricoltura. Circa due terzi delle zone umide d’Europa sono scomparse negli ultimi 50 anni e quelle che restano sono sotto pressione per l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

Il valore delle zone umide è riconosciuto a vari livelli:

Idrogeologico: Ricoprono un’importante funzione nell’attenuazione e regolazione dei fenomeni naturali come le piene dei fiumi, le paludi lungo i fiumi hanno infatti un effetto a “spugna”: raccogliendo le acque durante le piene, rallentando il deflusso delle acque e riducendo il rischio di alluvioni. Sono inoltre importanti serbatoi durante la stagione secca e per le falde acquifere.

Biologico: sono serbatoi di biodiversità. Paludi, delta dei fiumi, torbiere e, comunque, tutte le zone umide sono tra gli ambienti con la più elevata diversità biologica. Rappresentano, a livello mondiale, una delle tipologie di habitat più importanti per la conservazione della biodiversità. Tra gli uccelli minacciati di estinzione a livello mondiale, ad esempio, 146 specie dipendono dalle zone umide.

Produttivo: Molte zone umide, soprattutto costiere, sono estremamente importanti per lariproduzione dei pesci e di conseguenza per la pesca. Lagune e laghi costieri, inoltre, ricopronogrande importanza per l’ittiocoltura o la molluscocoltura.

Fruitivo e turistico: Le zone umide sono utilizzate per svariate attività, tra le quali il birdwatching è divenuta simbolica grazie al cambiamento di approccio verso questi ambienti.

L’appuntamento del 1 e 2 febbraio arriva anche in coincidenza con la chiusura della caccia, prevista da calendario per sabato 31 gennaio: un motivo in più per lasciare le città e andare in natura ad ammirare la bellezza delle Oasi WWF in inverno.

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