Il divorzio è il killer della salute

Divorzio, una parola che coinvolge sempre più coppie in questi ultimi decenni. Non siamo qui ad indagare i motivi che portano una coppia a divorziare (anche se sarebbe il caso si approfondire anche questi ultimi, considerando la superficialità degli attuali rapporti interpersonali), bensì indaghiamo le conseguenze sulla salute, come ha rivelato uno studio condotto dall’università dell’Arizona, Usa, e pubblicato sulla rivista Health Psychology. Lo studio ha messo in evidenza che la separazione può provocare stress, ipertensione, depressione, insonnia.

Messi insieme questi fattori farebbero aumentare il rischio di morte prematura, come rivelato dal campione preso in considerazione per 8 mesi dagli studiosi, 138 persone separate o divorziate, e che ha messo in evidenza come la mancanza di sonno sia il fattore più pericoloso.
L’insonnia nei primi mesi di separazione è normale (non solo l’incubo parcella avvocato, ma il rimuginare continuo su come il grande amore sia diventato la guerra dei Roses), c’è un processo di aggiustamento cui l’organismo deve abituarsi, ma se passato un certo tempo essa persiste allora scatta l’allarme salute.

Secondo i dati raccolti durante la ricerca c’è un legame diretto tra la persistenza dei problemi di sonno dopo la separazione e la probabilità di insorgenza dell’ipertensione. La situazione di stress violento e prolungato che segue (e accompagna) il divorzio può inoltre danneggiare anche gravemente sia il sistema immunitario che quello cardiocircolatorio. Cercare di “salvare” il proprio matrimonio, quindi, può voler dire evitare potenziali problemi di salute (anche qui avrei da ridire, penso ad esempio a separazioni dovute non tanto ad incompatibilità di carattere, ma a situazioni di violenza domestica, nel qual caso forse preferisco l’ipertensione ad una coltellata o una scarica di botte, oppure ai casi in cui si deve pensare all’affidamento di un figlio che diventa l’oggetto del contendere fra due personalità egoiste, in cui la rivalsa nei confronti dell’altro va a scapito della serenità del figlio, cui invece gioverebbe la separazione di genitori che urlano da mattina a sera maledicendo il giorno in cui si sono conosciuti).

Al gruppo preso in considerazione è stato chiesto di riferire sulla qualità del sonno durante tre visite di laboratorio nel corso di un periodo di sette mesi e mezzo. Durante le visite e’ stata misurata anche la pressione sanguigna e il team dei ricercatori ha osservato un “effetto ritardato”, ossia valori aumentati di pressione sistolica (delle arterie quando il cuore batte) e diastolica (delle arterie tra un battito cardiaco e l’altro) in visite successive al laboratorio a seguito di problemi di sonno precedenti.

Dall’analisi dei dati si è visto che più persistevano i problemi di sonno per dieci settimane o più, maggiore era la probabilità che questi problemi avessero un effetto negativo sulla pressione sanguigna. Tra i rimedi consigliati per evitare, per quanto possibile questi problemi, il ricorso, in caso di bisogno, a qualche seduta di terapia cognitivo-comportamentale e la revisione della routine giornaliera in modo da favorire il relax serale e quindi il sonno.

Non solo, da un altro studio condotto su un campione di 156 coppie sposatesi nel 1981, è emerso che la possibilità di separazione aumenti alquanto velocemente per chi presto rinuncia alle “dolci attenzioni” nei confronti del proprio partner sin da dai primi due mesi che seguono il matrimonio. Questo perchè l’abitudinarietà prende prepotentemente il posto del romantico coinvolgimento iniziale. Stando ai dati dei ricercatori, dopo tredici anni 68 coppie erano ancora felicemente sposate, 32 unite in maniera infelice e 56 avevano divorziato. Gli studiosi hanno concluso quindi che “le chance di divorzio dipendono da quanto il matrimonio cambia rispetto all’ideale romantico nei primi due anni”. Io invece direi di essere più realisti: è chiaro che la quotidianità è il killer peggiore della passione, quindi personalmente consiglio a voi ciò che fu consigliato a me: mantenete il vostro equilibrio di coppia stando ognuno a casa sua e condividendo weekend, viaggi, vacanze o qualche periodo limitato di tempo, e tutto andrà a gonfie vele, per voi, per il portafoglio e anche per la salute.

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