L’acqua valorizza il territorio: il Museo dell’Acqua di Pont-en-Royans

A partire dall’acqua si può educare, intrattenere e promuovere il territorio, del resto senza l’acqua non cisarebbe nemmeno la vita. Ebbene proprio partendo daquesto concetto in Francia è stato realizzato IL museo dell’Acqua a Pont-en-Royans, con lo scopo di raccontare l’acqua in tutte le sue forme. Un museo che si rivolge non sono agli esperti e ai professionisti ma anche a bambini e studenti che, grazie a una serie di ambienti studiati ad hoc, possono capire facilmente il valore della preziosa risorsa. E per accogliere i suoi visitatori il museo ha realizzato un manifesto:

1- IL GRANDE CICLO DELL’ACQUA -Dalle origini del mondo, la quantità d’acqua presente sulla Terra rimane sempre identica. Organizzata in sistema, l’acqua è una risorsa unica, non si fabbrica. In perpetuo movimento, viaggia attraverso gli oceani, i continenti e l’atmosfera. Il principale motore di questa macchina termica è l’energia del sole.

2- MI CHIAMO “H2O” – Qui a presentarsi ai visitatori è l’acqua in persona, attraverso un divertente mini-monologo. “Non sapete chi sono? Eppure vi lavo, vi disseto, assicuro la pulizia della vostra auto, delle strade, della biancheria. Sono anche uno dei vostri passatempi: quando sono allo stato solido vi diverto a farvi sciare; quando sono allo stato liquido invece a nuotare…”

3- L’ACQUA, MEZZO DI VITA DELL’ORGANISMO UMANO – Nell’organismo c’è un ciclo biologico dell’acqua: dopo l’assunzione viene espulsa con la respirazione, il sudore e l’urina. In genere si dovrebbe bere 1.5 litro d’acqua al giorno per essere in buona salute ma non bisogna aspettare l’arrivo della «sete»: infatti se anche si può sopravvivere senza mangiare per un mese, non si possono oltrepassare 3 giorni senza bere.

4- L’ACQUA PER OGNI COSA – Fin dalle civiltà più antiche, l’acqua è una risorsa essenziale per lo sviluppo delle società. Sembra logico che l’uomo ha, dall’apparizione della sua specie, notato il legame fra la pioggia e il rigoglio della vegetazione.

5- GARANTIRNE IL FUTURO – L’attività umana modifica la ripartizione e la qualità dell’acqua. Bisogna per questo essere attenti a come la si utilizza per garantire che ce ne sia a sufficienza per tutti anche in futuro.

6- L’ACQUA INFURIA – Le catastrofi naturali sono spesso imprevedibili e difficilmente si possono dominare. Generalmente sono causate da una liberazione di energia, la cui intensità dipende dalla sua rapidità e dalla sua importanza. Spesso, i fenomeni naturali si combinano fra loro: una forte precipitazione può essere all’origine di una piena spettacolare o uno slittamento di terreno.

7- COME GLI ANIMALI, LE PIANTE SUDANO – Le piante sono essenzialmente costituite d’acqua, arrivando al 95 %. Captata dalle radici, l’acqua sale nei gambi e apporta così gli elementi nutritivi necessari alla loro crescita. Quella eccedente è rigettata attraverso la traspirazione da piccole aperture: gli stomi. La traspirazione permette di regolare la temperature delle piante. Inoltre il vapore d’acqua rigettato raggiunge l’atmosfera e costituisce le nuvole, chiudendo una delle catene essenziali del ciclo dell’acqua.

8- L’ORO CELESTE -“Tutti i popoli, qualunque sia il loro stadio di sviluppo e la loro situazione economica e sociale, hanno il diritto di accedere a un’acqua potabile, la cui quantità e qualità siano uguali ai loro bisogni essenziali”. Conferenza UNO – estratto 1977.

9- IL PIANETA CELESTE – Il nome Terra dato al nostro Pianeta è piuttosto fuorviante se si considera che è coperto quasi interamente d’acqua. Vista dallo spazio è celeste. Se la vita ha potuto e può ancora svilupparsi sulla Terra è essenzialmente perché l’acqua necessaria si trova allo stato liquido. E’ mantenuta così dal fatto che una parte del nostro Pianeta si trova a una distanza ottimale dal Sole affinché non geli o non evapori e anche dal fatto che il suo campo di gravità tiene l’acqua in superficie. Il 97.5 % del totale dell’acqua presente nel mondo è salata. Dei 2.5 % d’acqua dolce restanti, meno di 1 % sono direttamente accessibili all’uomo. Il restante si trova bloccato nel ghiaccio e sotto terra. L’acqua dolce non è distribuita equamente sulla Terra. Le zone tropicali umide, equatoriali e temperate sono “innaffiate” generosamente mentre le altre zone sono disperatamente aride: i deserti, per esempio, non raccolgono che il 6 % delle precipitazione, di cui una parte considerevole evapora.

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