PharmaSea, il progetto che setaccia il mare per trovare nuovi antibiotici

Abbiamo parlato del superantibiotico, la Teixobactina. sintetizzato per combattere i super batteri, un farmaco di laboratorio. Ma c’è anche chi, come Marcel Jaspars, fondatore del progetto PharmaSea, finanziato dall’Unione Europea, riunisce gruppi di scienziati di tutto il mondo alla ricerca di nuovi farmaci antibiotici. Ma con una differenza rispetto a ciò che si crea in laboratorio: partendo dal presupposto che i batteri non possono sviluppare resistenza nei confronti di qualcosa che non hanno mai incontrato prima, è a caccia di nuove entità chimiche da ambienti estremi come il ghiaccio e il mare artico.

L’argomento della resistenza dei microrganismi agli antibiotici non è certo nuovo, ed è un problema in tutto il mondo, come affermato e sostenuto anche dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Adesso per le aziende farmaceutiche la produzione di antibiotici non costituisce più un business poichè mettere a punto nuovi medicinali è costoso (fino a 2 miliardi di euro a prodotto) e rischioso (il farmaco viene assunto solo per breve tempo, e potrebbe sviluppare resistenza diventando inutile). Ma il problema dei batteri che si sono evoluti, adattati e divenuti resistenti sussiste ancora. Come afferma Jaspars: “In passato, batteri e funghi sono stati le principali fonti per creare antibiotici e in effetti circa il 70% di questi farmaci proviene ancora dalla natura, normalmente da campioni di terreno provenienti dalla terra. Ma ora, setacciando il mare, speriamo di trovare nuove forme di vita che ci facciano imboccare una nuova ‘strada chimica’ che potrebbe essere in grado di trattare le infezioni batteriche”.

Ecco perchè Jeannette Anderson, biologa cellulare, e Robert Johansen, biologo marino, sono in questi giorni a bordo della nave Helmer Hanssen: fanno parte del team PharmaSea e hanno identificato le gelide acque norvegesi come potenziale ‘sorgente’ di nuovi batteri. In questo ambiente estremo, gli organismi marini sono stati costretti ad adattarsi nel corso del tempo. “E pensiamo che proprio per questo abbiano sviluppato strategie estreme per sopravvivere”, ipotizzano.

Anderson e Johansen analizzano le loro scoperte dal fondo del mare direttamente in un laboratorio organizzato sulla nave: è fondamentale iniziare i test il più presto possibile, assicurando la ‘freschezza’ dei microrganismi. Una corsa contro il tempo, ma i primi risultati sono promettenti: diversi composti in fase di sperimentazione nel laboratorio di Jaspars in Scozia stanno mostrando precoci segnali di proprietà antibatteriche.

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