Pizza Patrimonio Unesco, la petizione sbarca a New York

La petizione per chiedere che l’arte della pizza napoletana sia patrimonio Unesco sbarca negli Stati Uniti. Dopo aver toccato città come Roma, Napoli, Milano e Londra, la raccolta firme lanciata su Change.org fa tappa oltreoceano, a New York.

L’iniziativa #pizzaUnesco si terrà quest’oggi presso Rossopomodoro in West Village alle ore 17.00 locali. A presentare la petizione e a chiedere che l’arte della pizza napoletana sia inserita nella “Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità” saranno il Presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente; il Presidente di Rossopomodoro Franco Manna e l’Amministratore Delegato della società Simone Falco; Sergio Miccù, Presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani; Antimo Caputo, Amministratore Delegato dell’Antico Molino Caputo; Salvatore Cuomo, celebre chef e ristoratore, Presidente della principale catena di pizzerie in Giappone.

“Il riconoscimento dell’arte della pizza napoletana da parte dell’Unesco proteggerà il prodotto e l’economia ad esso associata dal fenomeno dell’italian sounding – afferma Pecoraro Scanio – I prodotti di qualità inferiore che utilizzano nomi italiani minacciano l’economia del nostro Paese producendo danni che secondo le ultime stime Coldiretti costerebbero all’Italia 300mila posti di lavoro, con un fatturato del falso Made in Italy nel settore agroalimentare che ha già raggiunto i 60 miliardi di euro”.

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