Rifiuti: Emergenza Liguria, allarme infiltrazioni mafiose

Una serie di elementi indica che sul ciclo dei rifiuti urbani in Liguria sussiste una situazione di emergenza anche se non è stata dichiarata formalmente. È quanto emerso dalla missione in Liguria della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti presieduta dal deputato Alessandro Bratti.

La Commissione, ha detto Bratti “ha preso atto della mancanza di un piano di rifiuti regionale. C’è un rimpallo di responsabilità: da una parte il Comune di Genova che ha cambiato idea sul tipo di impianto e i Comuni dicono che non c’è un piano regionale. La Regione, invece, risponde che i Comuni cambiano idea e non si riesce a avere una visione d’insieme”. La situazione attuale di emergenza, ha aggiunto Bratti “comporta altissimi costi per l’invio dei rifiuti fuori regione, esponendo il sistema al rischio di infiltrazioni criminali fino a quando non verrà ripristinata la normale e legale gestione del ciclo dei rifiuti”. Infiltrazioni però che non sono specificamente di carattere mafioso “anche se piccoli segnali, per quello che riguarda Genova e il Levante della Regione ci sono anche in questo senso” ma anche e soprattutto relativi alla corruttela “favorita soprattutto dalla frammentazione delle gestioni dell’intero ciclo”.

Dai porti di Genova e La Spezia partono cargo contenenti rifiuti pericolosi, speciali e tossici “generalmente verso paesi del Nord Africa, Cina e India”, traffici probabilmente controllati da un’organizzazione e comunque da una unica regia” ha affermato la Commissione parlamentare che ha ultimato la missione di tre giorni in Liguria. “In Nord Africa – ha puntualizzato il presidente Bratti – vengono generalmente inviati i materiali elettrici esausti o di scarto, verso la Cina materiali ferrosi e rame, auto rubate e smantellate mentre verso l’India componenti elettriche e elettroniche di scarto”. Sono materiali che provengono da molte zone d’Europa e non è escluso che siano materiali ‘sporchi’. L’analisi del traffico transfrontaliero dei rifiuti è una delle missioni centrali della Commissione, ha specificato Bratti “e rientra in uno specifico dossier. L’ intelligence è molto importante per il contrasto di questo tipo di traffico e altrettanto importante sarà avere un database comune tra forze dell’ordine, agenzia delle Dogane e Capitanerie di Porto”.

È necessario effettuare verifiche sulle questioni del ciclo integrato dei rifiuti urbani e sulle procedure di bonifica dei siti più contaminati come quello di Pitelli a La Spezia e di Cogoleto-Stoppani in provincia di Genova. La situazione di emergenza comporta altissimi costi per l’invio dei rifiuti fuori regione, esponendo il sistema al rischio di infiltrazioni criminali che in alcuni casi possono essere riconducibili alla ‘ndrangheta. Quest’ultima ipotesi è stata rivelata alla Commissione anche dal Comandante Regionale per la Liguria del Corpo forestale dello Stato, Renzo Morolla che ha descritto uno scenario che conferma la necessità di un’elevata attenzione verso le infiltrazioni delle ecomafie nell’ambito del ciclo del cemento, in relazione alla movimentazione di terre e rocce da scavo e alla veicolazione di rifiuti speciali all’interno del suddetto materiale.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie