Rinnovabili, nuovi incentivi a febbraio, fotovoltaico non necessita di nuovo sostegno finanziario

I produttori di energia fotovoltaica sono in grado di camminare sulle proprie gambe e non necessitano di nuovo sostegno finanziario al settore. E’ quanto ha dichiarato il vice ministro allo Sviluppo Claudio De Vincenti parlando ad un convegno.

“Il decreto sugli incentivi per il prossimo triennio dovrebbe essere pronto entro fine febbraio, ma non riguarderà il fotovoltaico. Il governo ritiene che questi impianti non abbiano più bisogno di sostegno”, ha detto De Vincenti.

“Il Ministero è orientato a confermare il sostegno al settore delle fonti rinnovabili e, in tal senso, sta già lavorando per dare continuità agli investimenti nel settore”. In arrivo nuove iniziative che sarà possibile finanziare “senza aumentare la spesa in bolletta”. Dal viceministro dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, giunge una nuova rassicurazione per gli operatori delle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, preoccupati dall’avvicinarsi del tetto di spesa cumulativa annuale di 5,8 miliardi, che secondo il decreto 6 luglio 2012 non potrà essere superato.

“Il sistema, oltre che tendere al nuovo modello europeo, dovrà essere caratterizzato da una maggiore efficienza, anche visto l’avvicinamento alla grid-parity di alcune fonti: ciò è in linea con l’esigenza di inserire il settore delle rinnovabili nelle ordinarie regole di mercato e con la politica governativa di contenimento degli oneri per i cittadini, ivi inclusi quelli che gravano sulle componenti tariffarie dell’energia”.

Le risorse economiche per le nuove installazioni, continua, “saranno rinvenibili dall’uscita dei vecchi impianti dai previgenti meccanismi, spesso inefficienti da un punto di vista della spesa, e dalla proiezione dell’andamento del «contatore» nel medio termine, garantendo la maggior accuratezza possibile fra la previsione di spesa e gli oneri che i consumatori di energia elettrica saranno realmente chiamati a sostenere. In tal modo, sarà possibile finanziare nuove iniziative senza aumentare la spesa in bolletta”.

Come sappiamo il monte incentivi che va verso il tetto dei 5,8 miliardi è la stima dell’onere annuo potenziale (già impegnato anche se non ancora interamente sostenuto) degli incentivi riconosciuti agli impianti a fonti rinnovabili non FV in attuazione dei vari provvedimenti di incentivazione statali che si sono succeduti negli anni. Nel corso del 2015 dovrebbero liberarsi risorse per qualche centinaia di milioni di euro dovuti ad impianti che usciranno dal periodo incentivato con vecchi meccanismi come i certificati verdi e il Cip6.

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