Riscaldamento globale: la soluzione è rununciare ai combustibili fossili fino al 2050

Per salvare il pianeta è necessario rinunciare ai combustibili fossili almeno fino al 2050 ed evitare così pericolosi cambiamenti climatici. Questo è il risultato di una ricerca condotta dall’University College London e pubblicata su Nature. Se vogliamo rispettare il imite massimo che sarebbe consentito, quello di 2 gradi della temperatura globale, non devono essere estratte un terzo delle riserve di petrolio, metà di quelle di gas e circa l’80% di quelle di carbone.

Si parla di rinuncia enorme (ma enorme per chi, se si tratta della nostra stessa sopravvivenza?). Lo studio in maniera puntuale e precisa sottolinea quali sono le riserve e in quali Paesi dovrebbero essere lasciate dove sono. Sono cifre enormi, poichè i Paesi del Medio Oriente dovrebbero evitare di estrarre il 60% del gas e 260 miliardi di barili di petrolio: in pratica l’equivalente di tutte le riserve di greggio dell’Arabia Saudit. Ma dover essere lasciate lì dove si trovano dovrebber oessere anche la maggior parte delle riserve di carbone in Cina, Russia e Usa, per un totale di 290 miliardi di tonnellate. In sostanza, nei prossimi quarant’anni bisogna evitare di rilasciare nell’atmosfera più di 1100 miliardi di tonnellate di CO2.

Se poi parliamo dell’Artico e delle sue risorse fossili il discorso è ancora più arduo, anzi, una vera e propria sfida, secondo voi le aziende del settore che hanno speso all’incirca 670 miliardi di dollari per lo sviluppo di nuove tecnologie estrattive, saranno mai disposte a perdere miliardi in nome di una simile rinuncia? Secondo me è come infilare la testa in un enorme buco nero, quando si tratta di soldi nessuno è disposto a perdere, nemmeno in nome della salvezza del proprio pianeta e dell’umanità intera.

Ma andiamo avanti, in base ai dati della ricerca si evince che solo il 12% del carbone mondiale potrà ancora essere bruciato, con Cina e India che potranno usare solo il 13% delle proprie riserve, l’Unione Europea l’11%, l’Africa il 10%, gli Usa il 5% e la Russia appena il 3%. Per quanto riguarda il gas, invece, dovrà restare sotto terra globalmente per il 52%, con gli Usa che però potranno usare ben il 94% delle proprie riserve, contro il 68% dell’Africa, il 41% della Russia e appena il 39% del Medio Oriente. Christophe McGlade, docente della University College London e co-autore dell aricerca è stato cristallino: “I politici devono capire che il loro istinto a sfruttare completamente le risorse fossili nei loro paesi è del tutto incompatibile con il loro impegno a rispettare il target dei 2 gradi”.

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