Sable island, dove vivono i cavalli liberi -video

Se volete vedere dei cavalli selvaggi in Italia, l’unico posto possibile è in Liguria, nel parco dell’Aveto. Ma se siete “amanti del genere”, volete inseguire lo spirito selvaggio di questi ungulati e desiderate spingervi un po’ più lontano, c’è un luogo fantastico, nel cuore dell’Atlantico. Un’isoletta che fa proprio al caso vostro: Sable island, anche detta l’isola dei cavalli.

Trecento km a sud est della Nuova Scozia, in una terra dove il dio Eolo soffia senza treguaQuarantadue km di lunghezza per uno di larghezza. Questo isolotto è davvero un piccolo scrigno della natura. Per quanto riguarda la sua formazione geomorfologica si tratta di un residuo di un deposito glaciale. La storia di questi cavalli comincia nel 1750. Un destino insolito. Un commerciante americano voleva trasformare Sable island in un allevamento equino, ma quando morì, i cavalli abbandonati s’impadronirono dell’isola, adattandosi alla vita selvaggia. Oggi la popolazione oscilla tra i 250 esemplari.

Si tratta di piccoli cavalli. Meglio dire pony. Un metro e quaranta per 350 kg. Dimensioni piccole. Di sicuro a incidere sulla loro morfologia è la vita estrema nell’isola, dove il cibo è un fattore limitante nella crescita. L’isola è comparsa sulle mappe grazie alla sua scoperta nel 1520 del navigatore portoghese Fagundes. Nebbia e tempeste sono spesso i coinquilini di questa terra.  Per l’uomo non è mai stato facile arrivare in questi lidi. Per questo Sable island ha anche come appellativo quello di cimitero dell’Atlantico. Circa trecento velieri “dormono” nelle sue acque. Relitti che testimoniano le difficoltà della navigazione e che oltre ad un fascino spettrale celano misteri di tanti possibili tesori.

Il clima estremo l’ha protetta dall’uomo. Nell’ottocento era talmente facile fare naufragio che sull’isola c’erano uomini apposta dedicati al soccorso. Sable island è così, anche terra di naufragi finché la tecnologia non ha migliorato la navigazione mettendo fine a questo triste capitolo. Oggi l’isola è praticamente disabitata, se non per pochi ricercatori che giungono qui per le stazioni di studio meteorologiche e  naturalistiche. Lo sguardo si perde tra sabbia, onde dell’oceano e distese erbose senza fine. Nei cieli volano le sterne artiche, sul bagnasciuga colonie di foche grigie prendono un po’ di soleggiato riposo. In questa cornice naturale i cavalli sono i sovrani incontrastati di questo regno di sabbia.

L’acqua dolce, fonte essenziale di vita, non manca negli sparpagliati stagni e nella falda, localizzata al centro, vero e proprio polmone di Sable island. Tra i fili d’erba e gli arbusti, spuntano fiori di rara bellezza come gli iris e le orchidee. Un “sorriso” di colore in uno sfondo dalle mille tonalità di verde. Sable island è un Parco nazionale del Canada (www.sableisland.ca). Un tesoro protetto che però nel passato ha sofferto molto. Infatti, fino al 1950 i cavalli non erano al sicuro, spesso le navi facevano rotta per catturarli e destinarli alla vendita di carne da macello. In certi momenti si è arrivati quasi all’estinzione, portando la popolazione a un numero davvero esiguo. Ma dal 1960 tutto è cambiato: Sable island è una meta solo di ecoturismo e i cavalli sono diventati il simbolo della Nuova Scozia.

Galoppano sui prati. Giovani stalloni si sfidano lasciando le loro orme sulle distese di sabbia. La spiaggia diventa talvolta il teatro di battaglia. Altri cavalli approfittano dei legni incrostati di sale per fare rifornimento di minerali, così preziosi per la loro dieta. Sebbene la terra possa apparire inospitale in realtà per i cavalli, è la casa ideale da diversi secoli. Avvicinarsi in questo loro mondo è un’esperienza indimenticabile. L’accesso é molto controllato per conservarne la natura e i prezzi sono di circa 300 dollari al giorno. Ma per un angolo del pianeta così unico vale davvero la pena.

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