Scoperta molecola che attiva paure e fobie nel cervello

Il disturbo d’ansia può manifestarsi in un qualunque momento della vita, spesso in corrispondenza di periodi di transizione particolarmente critici o quando ci si trova di fronte a scelte difficili. A soffrirne nel mondo sono 40 milioni di adulti, soprattutto donne (colpite con una frequenza doppia rispetto agli uomini), i bambini e gli anziani (specie se affetti da malattie croniche). Un team di ricercatori americani sono riusciti a scoprire una specifica molecola che attiva paure e fobie nel cervello fino a rendere impossibile affrontare semplici azioni quotidiane, come guidare l’automobile, andare in ascensore o prendere l’aereo

Lo studio è stato pubblicato su Nature e spiega come si attivano alcune particolari sensazioni che possono paralizzare le persone nei momenti più delicati. Individuato nei topi, il circuito svolge un ruolo chiave nell’organizzazione della memoria dei ricordi traumatici. E’ difficile immaginare, rilevano gli autori, che un’emozione intangibile come la paura sia codificata all’interno di circuiti nervosi ma invece è memorizzata e organizzata in un’area specifica del cervello. ”In precedenti ricerche – spiega Li – abbiamo scoperto che l’apprendimento della paura e del relativo ricordo sono gestiti dalle cellule nervose nell’amigdala centrale”.

Amigdala governata da un gruppo di neuroni – Ora i ricercatori hanno scoperto che l’amigdala centrale è governata a sua volta da un gruppo di neuroni che formano il nucleo paraventricolare del talamo (pvt), una regione del cervello estremamente sensibile alle sollecitazioni che agisce come un sensore sia alla tensione fisica sia a quella psicologica. Queste due aree sono collegate da ‘messaggeri chimici’, molecole siglate con bdnf, già note per essere implicate nei disturbi d’ansia. La molecola bdnf è un fattore di crescita che svolge un ruolo importante nello stimolare la nascita di nuovi neuroni e nuove connessioni tra questi, secondo gli autori potrebbe diventare il bersaglio di nuovi farmaci per il trattamento dell’ansia e delle fobie.

Fattori che aumentano la probabilità di sviluppare un disturbo d’ansia

Essere donne.
Aver vissuto esperienze traumatiche o aver assistito a eventi drammatici durante l’infanzia.
Soffrire di malattie croniche (in particolare, cardiache, respiratorie, digestive e metaboliche) o l’aver sperimentato una patologia grave (per esempio, un tumore).
Essere stati esposti a una fonte di stress acuto intenso o a stress più modesti, ma ripetuti nel tempo.
Avere un profilo psicologico caratterizzato da una scarsa capacità di adattamento agli stimoli esterni e da una spontanea tendenza al nervosismo e alla preoccupazione.
Predisposizione su base genetica.
Assunzione di sostanze (alcol, droghe, farmaci, caffeina, nicotina, estratti fitoterapici ecc.) che tendono a peggiorare la risposta allo stress e ad aumentare la tendenza all’ansia.
Sintomi e Diagnosi del disturbo d’ansia generalizzata
Contrariamente a quanto avviene nel caso della depressione, arrivare alla diagnosi di disturbo d’ansia generalizzata è abbastanza semplice perché i sintomi sono ben riconoscibili e il disagio sperimentato porta i pazienti a rivolgersi al medico rapidamente. Oltre a sintomi psicologici, quali agitazione e irritabilità, la sindrome ansiosa si associa di norma a insonnia, alterazioni dell’appetito e a tutta una serie di manifestazioni fisiche caratteristiche (accelerazione del battito cardiaco, difficoltà respiratorie, aumento della sete, bisogno di muoversi in continuazione, gesti ripetitivi ecc.) che possono ridurre la qualità di vita in modo significativo.
Per ottenere un corretto inquadramento del disturbo d’ansia, definirne con precisione la gravità e individuare la strategia terapeutica più adatta, è consigliabile rivolgersi a uno specialista.

Segni e sintomi psicofisici dell’ansia

Indolenzimenti e contratture muscolari, tendenza a serrare i denti sia durante il giorno (digrignamento) sia durante la notte (bruxismo), voce tremante.
Ronzii alle orecchie, visione confusa, vampate, dolori localizzati privi di evidenti cause organiche.
Tachicardia, palpitazioni, dolori al centro del torace, cali di pressione, polso irregolare.
Senso di costrizione e oppressione al petto, difficoltà respiratorie, sensazione di soffocamento.
Aumento della frequenza urinaria, disturbi del ciclo mestruale e del desiderio sessuale.
Difficoltà a deglutire, difficoltà digestive, mancanza di appetito, nausea, vomito, diarrea.
Cefalea, vertigini, aumento della sudorazione, vampate oppure pallore, riduzione della salivazione.
Preoccupazione costante o ricorrente, ingiustificata o per motivi futili, pessimismo.
Irritabilità, incapacità a rilassarsi, ipersensibilità agli stimoli e trasalimenti, facilità al pianto, fobie specifiche.
Insonnia con difficoltà ad addormentarsi o sonno interrotto da incubi, problemi di concentrazione, ridotta capacità di memorizzazione.

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