Teixobactina, il nuovo super antibiotico che sconfigge i super batteri

Sappiamo già che l’abuso di antibiotici fatto negli ultimi anni ha resto virus e batteri perticolarmente resistenti, resistenza che ha allarmato medici e ricercatori. Sull’onda di questo problema sempre più frequente, un gruppo di ricercatori della Northeastern Universitu di Boston ha messo a punto un “super antibiotico”, la teixobactina, in grado di annientare i batteri resistenti alle cure antimicrobiche. Questo super antibiotico agisce facendo crollare le cellule dell’involucro dei super batteri. Allora ci viene da chiederci: ma i batteri in questione non saranno ingrado di sviluppare una resistenza anche a questo antibiotico? I ricercatori assicurano che per i prossimi 30 anni possiamo stare tranquilli.

Secondo quanto emerso dallo studio, molti degli antibiotici finora ricavati, erano prodotti analizzando i microorganismi del suolo, ma già dagli Anni ’60 si erano esauriti i batteri coltivabili in laboratorio. Ma il team coordinato da Kim Lewis, analizzando circa 10mila composti antimicrobici, ha scoperto che la teixobactina riesce a debellare tre dei batteri più pericolosi e resistenti in circolazione: il Clostridium difficile, il Mycobacterium tuberculous e lo Staphylococcus aureus. Come? La molecola si lega a bersagli multipli, molecole di lipidi e non proteine, come gli altri antibiotici, rallentando così lo sviluppo di eventuali resistenze.

I superbatteri sono la nuova minaccia alla salute globale, poichè sono in grado di provocare infezioni gravi, anche mortali, infatti il rapporto sulla resistenza antimicrobica pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel 2014, evidenzia che questi ceppi “invincibili” hanno causato in totale almeno 25mila morti nella sola Unione Europea e una spesa sanitaria di circa 1,5 miliardi di euro. Dall’India all’Europa e gli Stati Uniti, sono sempre più frequenti i casi di infezioni causate da Streptococchi, Klebsielle ed escherichia coli, che diventano incurabili perché non rispondono agli antibiotici. La minaccia si estende anche ad alcuni ceppi di tubercolosi iper resistenti.

L’Italia è tra i peasi con la più alta percentuale di resistenza per (quasi) tutti i ceppi di batteri. La resistenza ai carbapenemi del batterio Klebsiella Penumonie, ad esempio, in Italia è tra il 25 e il 50%, seconda solo alla Grecia, mentre quella alla terza generazione di cefalosporine, sempre per la Klebsiella, ci vede nella fascia peggiore, quella tra il 25 e il 50%. Lo stesso discorso vale per Escherichia Coli e Acinetobacter, due dei batteri che causano più comunemente infezioni, mentre anche per lo Stafilococco Aureo resistente alla Meticillina (Mrsa), la cui percentuale di resistenza agli antibiotici è in calo in tutta Europa, l’Italia ha percentuali da primato europeo, fra il 25 e il 50%.

Una situazione chesi rivela davvero preoccupante tanto che i pediatri italiani hanno lanciato l’allarme, evidenziando come l’uso eccessivo di questi farmaci ha fatto sì che ormai il “bagaglio antibiotici” si sia “esaurito” e che non si potrà contare su nuove molecole per almeno i prossimi 5 anni.

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