Xylella: il rischio fitosanitario per le piante dell’UE

L’EFSA ha eseguito una valutazione del rischio fitosanitario e delle possibili misure di riduzione del rischio da Xylella fastidiosa, batterio che ha colpito parecchie migliaia di ettari di oliveti in Puglia, Italia Meridionale. Xylella fastidiosa, ha interessato oltre 300 specie di piante sia coltivate che spontanee nel mondo, viene trasmesso da alcuni tipi di insetti, le “sputacchine” e le “cicaline”, che si nutrono di linfa grezza.

La Xylella fastidiosa è un batterio comune nelle Americhe e noto nel caso della vite in California e degli agrumi in Brasile” precisa Giuseppe Stancanelli, uno degli autori del rapporto dell’Efsa, che riferisce di “diverse partite di piante infette di caffè, importate come piante ornamentali dall’America centrale, individuate in diversi Paesi Ue e distrutte, perché il rischio maggiore è la diffusione tramite il commercio di piante infette”. Quello che ha colpito gli ulivi del Salento è un ceppo del batterio “che per il momento attacca olivo, ciliegio, mandorlo, oleandro, alcune piante ornamentali” spiega l’esperto.

Intanto cresce la preoccupazione per l’eventualità che la Xylella fastidiosa possa spandersi ulteriormente dalle zone in cui si era diffusa originariamente in Puglia, afferma Enrico Brivio, un portavoce della Commissione europea. Dopo oltre un milione di euro di finanziamenti Ue già andati all’Italia per la lotta contro il batterio killer, ora “valuteremo la situazione e decideremo se saranno necessarie ulteriori misure il 19-20 gennaio” aggiunge il portavoce

L’EFSA raccomanda di proseguire e intensificare le attività di ricerca sulla gamma dei possibili organismi ospite, sull’epidemiologia e sul controllo della X. fastidiosa in Puglia, dove si è sviluppato l’unico focolaio su campo dell’Unione europea.

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