Zero Waste Italy – Diario dell’Incontro Nazionale – parte prima

Nell’articolo di qualche giorno fa, avevamo promosso  l’incontro Nazionale dell’Associazione Zero Waste Italy che si è tenuto Sabato 4 e Domenica 5. Noi siamo stati all’evento organizzato a Capannori (Lu) per l’intera durata della manifestazione. Diversi sono stati gli spunti interessanti nel susseguirsi di interventi ai quali abbiamo assistito. Riporteremo, in più articoli (costruendo una sorta di diario a puntate), le considerazioni che secondo noi rivestono una valenza particolare.

Iniziamo raccontando la nostra esperienza in uno dei workshop in programma nella prima giornata che ha subito attirato la nostra attenzione per gli argomenti da affrontare: compostaggio e valorizzazione delle matrici organiche. Il corso di approfondimento è affidato, nella prima parte, al relatore Enzo Favoino, tecnico e ricercatore presso la Scuola Agraria del Parco di Monza, un centro di ricerca che ha avuto un ruolo fondamentale in Italia ed Europa per lo sviluppo ed il consolidamento delle pratiche di raccolta differenziata, riciclaggio, compostaggio, riduzione. Assieme ai colleghi, ha progettato, realizzato e coordinato diversi programmi operativi nel settore della gestione sostenibile dei rifiuti, sviluppando strategie innovative per l’organizzazione dei circuiti di raccolta. Il relatore è stato efficace nel presentare una panoramica della situazione attuale, toccando diversi aspetti del tema trattato.

Situazione attuale scarto organico.
“Nel momento in cui si riesce a gestire al meglio la materia organica si hanno dei vantaggi quantitativi e operativi nella raccolta dell’umido. Partiamo da ciò che rappresenta e può rappresentare la materia organica. Tenete presente che molte zone dell’area Mediterranea continuano a subire un processo di desertificazione, nel senso che il terreno diventa talmente povero di sostanza organica che non è in grado di sostenere i cicli biogeochimici degli elementi, cioè i cicli della fertilità per cui la sostanza organica degradata libera sostanze nutritive utilizzate dalle piante. Ad un terreno impoverito di sostanza organica, possiamo dare tutti i concimi chimici che vogliamo, ma è come fornire il cibo senza avere la forchetta per mangiarlo. Gran parte dei nostri suoli sono in condizioni di bassissime disponibilità di sostanza organica. Quando abbiamo cominciato la raccolta differenziata nel 1993 per il secco umido ci davano dei pazzi per diversi motivi. Una delle obiezioni era: dove buttiamo tutto il compost che ci volete fare produrre? Basta un semplicissimo calcolo: considerando i 150 kg procapite annuo che potrebbe essere l’obiettivo a medio-lungo termine tra scarto di cucina e quello di giardino, abbiamo la somma complessiva organica pari a 9.000.000 di tonnellate, applicando la percentuale del 40% di resa compost sarebbero 3.600.000 tonnellate. Se rapportate questo valore alla superficie agricola utile italiana, 20.000.000 di ettari, risulta che non si copre neanche il 20% del totale. Quindi, il problema è che il compost è poco. Politiche nazionali e incentivazioni dell’incenerimento per il piano energetico nazionale non tengono conto che, anche se si bruciasse il 100% dei rifiuti, si avrebbe una copertura del 4%, ma questo non impedisce di elargire il sussidio. Quindi, è più importante recuperare materia utilizzandolo per il nostro suolo. Da tempo, l’organico è il primo contributore per il recupero materia. In Italia, sono ormai 5 milioni di tonnellate di organico differenziato che viene sottoposto a compostaggio o digestione anaerobica.

Le strategie europee.
“Una delle direttive più importanti afferma che bisogna ridurre del 65% il rifiuto urbano biodegradabile che va in discarica per essere bruciato emettendo così in atmosfera il metano che è un gas serra.Nei prossimi anni, la direttiva 2008/98/CE dice che ogni produttore o altro detentore di rifiuti deve provvedere personalmente al loro trattamento oppure consegnarli ad un commerciante o ad un ente o a un’impresa. Le autorità competenti sono tenute a predisporre uno o più piani di gestione dei rifiuti, volti a coprire l’intero territorio geografico dello Stato membro interessato. Tali piani contengono in particolare il tipo, la quantità e la fonte dei rifiuti, i sistemi di raccolta esistenti e i criteri di riferimento.”

Economia circolare.
“ Il progetto mira a recuperare il più possibile per far diventare il sistema produttivo europeo autoportante, consentendo l’indipendenza del complesso economico europeo. È un tema di importanza geopolitica enorme. L’economica circolare è nata in ambito economico, non ambientale, anche se adesso se ne rileva anche l’utilità ambientale”. Questo l’intervento di Janez Potočnik, ex Commissario per l’Ambiente, promotore del pacchetto sull’economia circolare : “Nel XXI secolo, caratterizzato da economie emergenti, milioni di consumatori appartenenti alla nuova classe media e mercati interconnessi, utilizziamo ancora sistemi economici lineari ereditati dal XIX secolo. Se vogliamo essere competitivi dobbiamo trarre il massimo dalle nostre risorse, reimmettendole nel ciclo produttivo invece di collocarle in discarica come rifiuti. Il passaggio a un’economia circolare, oltre ad essere possibile, è redditizio, ma non avverrà senza le politiche giuste. Per realizzare gli obiettivi proposti per il 2030 bisogna agire da subito per accelerare la transizione verso un’economia circolare e sfruttare le opportunità commerciali e occupazionali che offre.” “Ad oggi, però, – continua Favoino – non c’è un obbligo a livello europeo.
Il pacchetto si poneva l’obiettivo di riciclaggio del 70% dei rifiuti urbani e dell’80% dei rifiuti di imballaggio, oltre al divieto di collocare in discarica rifiuti riciclabili.
La Commissione europea, riunitasi in dicembre, ha ritirato ufficialmente il pacchetto dell’economia circolare per presentare un progetto più ambizioso entro il 2015.”

Aspettiamo fiduciosi in una strategia che vada verso Rifiuti Zero, anche se l’abbandono del pacchetto “Economia circolare” lascia più di qualche perplessità. Nel prossimo articolo, andremo a scoprire i comuni più virtuosi per quanto riguarda la Raccolta Differenziata e le tecniche di compostaggio.

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