Barcellona World Race: monitorare l’ambiente regatando

Son partiti il 31 Dicembre i regatanti della Barcellona World Race, sette barche in tutto. Oltre un mese in mezzo all’oceano, un’esperienza indimenticabile sotto tutti i punti di vista. E gli aequipaggi hanno imoortalato con delle fotografie questo loro viaggio e le sue fatiche. IN testa Cheminées Poujoulat dei francesi Bernard Stamm e Jean Le Cam. A seguire il ritmo di Cheminées, ora a 200 miglia dall’Australia, è Neutrogena degli spagnoli Altadill-Munoz che fin qui hanno contenuto in 200 miglia il loro ritardo.

m ai nquesta regata speciale esser eprimi o ultimi non è poi così importante, perchè qui c’è uno scopo ben piùù alto, infatti tutti i partecipanti hanno lanciato in mare la boa galleggiante del programma Argo, in dotazione alla partenza. Argo è un programma di ricerca scientifica che ha il fine di rilevare lo stato del mare mediante speciali boe di rilevamento lasciate lungo la rotta, davvero fuori da quelle commerciali, della Barcelona. Queste boe sono dei sofisticati cilindri che, in maniera autonoma, si immergono a 1000 e poi a 2000 metri di profondità, dove rilevano sia la temperatura che la salinità dell’acqua, poi risalgono in superficie e trasmettono, oltre alla loro posizione, i dati raccolti ai satelliti che li inviano ai centri di ricerca. A questo punto i dati elaborati permettono agli scienziati di studiare meglio l’ambiente marino, l’evoluzione del tempo in mare e a livello globale. Il giorno presvisto per il lancio in mare era il 23 Gennaio, l’Argo Day. Ma le boe non sono state lanciate in mare tutto lo stesso giorno, i partecipanti hanno fatto un po’ a modo loro, ma l’impegno è stato rispettato. Abbinare ricerca scientifica e una regata non è una novità.

Già nel 1981 grazie ai velisti-ricercatori italiani avevano fatto una cosa simile, proprio durante il terzo giro del mondo, quando c’era La Barca Laboratorio, un 65 piedi (19,38 m) disegnato da Giorgetti e Magrini, con il suo skipper, Claudio Stampi, fresco reduce dalla Clipper Race (un giro in equipaggio in due tappe) con Doi Malingri. Come racconta Stampi: “Studiavo medicina e durante il giro aveva raccolto dati sul sonno in navigazione per la mia tesi di laurea”, che ha poi fondato il Chronobiology Research Institute di Boston ed è tra i massimi esperti mondiali delle problematiche del sonno. Ed ha aggiunto: “Da lì era venuta l’idea di una barca che unisse regate e ricerca. Ho raccolto un team di amici e colleghi, fisici, chimici, due matematici, tutti con la passione della vela, ed è nato il progetto della Barca Laboratorio”. Oggi La Barca Laboratorio, è a Copenhagen.“È ancora perfetta!”, sottolinea Claudio Stampi che nel 1981, con i suoi amici, per la prima volta portò la ricerca in regata e sugli oceani.

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