Cannabis terapeutica, in Toscana da aprile via libera all’uso‬

In ‪Toscana‬ via libera all’uso della ‪‎cannabis‬ a scopo terapeutico. Ad annunciarlo, su Facebook, è il presidente Enrico Rossi. Da aprile il farmaco potrà essere prescritto anche dal medico di famiglia a patto che lo specialista abbia predisposto per il paziente uno specifico “piano terapeutico”. E sarà “made in Tuscany”: entro l’anno lo produrremo a Firenze, all’Istituto farmaceutico militare. Smetteremo così di importarlo dall’Olanda. Producendolo “in casa” risparmieremo e daremo lavoro per la coltivazione e la produzione. La Toscana: una regione all’avanguardia

La Toscana produttrice di cannabis entro l’anno. La coltivazione, per i privati resta vietata. Ma entro marzo, la Toscana sarà la Regione in Italia con la legge più “progressista” in termini di cura a base di cannabinoidi. Già l’azienda universitaria ospedaliera pisana è un centro di riferimento in Italia per i pazienti con varie patologie: oggi ce ne sono circa 500 in cura all’Unità complessa di Terapia del dolore diretta dal dottor Paolo Poli. Inoltre, entro fine anno, la regione diventerà anche il produttore nazionale di cannabis a scopo terapeutico: da mesi è stato allertato l’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze. Ora sono in allestimento due serre per la coltivazione: la produzione minima annua dovrebbe essere di almeno 100 chili per l’Italia. Così, invece di continuare ad acquistare i farmaci in Olanda a prezzi elevati, l’Istituto sarà in grado di produrli per tutte le regioni. Con il consenso dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco e l’accordo dei ministeri della Difesa e della Sanità.

Malgrado i costi elevati, per residenti e domiciliati in Toscana la somministrazione dei farmaci è gratuita a patto che venga seguito il percorso indicato dalla Regione: il paziente si presenta a uno specialista, si sottopone a una visita in ambulatorio, o si fa ricoverare per accertamenti o si sottopone a esami in day hospital; in seguito agli accertamenti, lo specialista predispone un piano terapeutico con il quale il paziente può farsi fare la prescrizione dal medico di base e ritira la cura dalla farmacia dell’Asl di appartenenza; in assenza di piano terapeutico è lo stesso specialista a redigere la prescrizione con la quale il paziente ritira la cura alla farmacia dell’ospedale.

Gli stessi farmaci, a pagamento (ma sempre dietro prescrizione di uno specialista) possono essere ritirati dalle farmacie private che li producono, quando sia il paziente a sollecitare una cura di questo tipo. Ovviamente il medico deve ritenerla adeguata alla patologia del paziente.

 

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