Da Cortina alla Sardegna: sette carnevali magici in giro per l’Italia

Febbraio è il periodo del Carnevale. Feste e allegria. Maschere e coriandoli. Una serie di proposte renderanno questo freddo mese dell’anno, caldo di avventure e di emozioni. Nell’elegante Cortina ad attendervi dal 12 al 17 febbraio si svolge il carnevale noto come la corsa dei Sestieri. Accoglienti baite lungo la pista Fiames.Concerti, disco sul ghiaccio, degustazioni gastronomiche, carri allegorici e concorsi in maschera per bambini. Il cuore delle dolomiti bellunesi nella giornata di domenica sarà teatro di una staffetta di sci da fondo con costumi tradizionali del proprio sestiere. Le sei diverse zone di Cortina- Alverà, Azon, Cadin, Chiave, Cortina e Zuèl – si sfidano dal lontano 1936 in una gara folcloristica per aggiudicarsi il palio d’inverno.

Palma Campania, in provincia di Napoli, carri e torneo musicale attendono i turisti in un carnevale in piena sintonia con l’antica tradizione partenopea. A sfidarsi due diverse bande, dirette da un maestro e accompagnate da strumenti a fiato e a percussione, che realizzano una canzone originale del repertorio popolare, rigorosamente in dialetto.
Sfilata delle maschere, marcia delle quadriglie in costume per le vie del centro storico, degustazioni nei ristoranti e nelle cantine sono gli appuntamenti per un carnevale davvero coi fiocchi.

Nell’Italia nord orientale, a Sauris, in provincia di Udine, a strabiliare i visitatori c’è la magica “notte delle lanterne”. A Sauris un lungo corteo di maschere in legno e una coda di curiosi e valligiani attraversano le strade del borgo dolomitico e si inoltrano nel bosco, ricoperto di neve, fino agli stavoli in pietra e legno per festeggiare il carnevale – der Zahrar Voschhankh – e si riscaldano con il vin brulè attorno ad un falò. Si tratta del carnevale più antico dell’arco alpino. A sfilare le tradizionali maschere di Rölar e di Kheirar. Rölar, con la faccia annerita dalla fuliggine e con dei sonagli legati attorno alla vita, rappresenta il diavolo mentre Kheirar è il re dei festeggiamenti, figura positiva, secondo l’antica tradizione dualistica del bene e del male. Kheirar indossa una maschera di legno sul volto, dei vestiti laceri e in mano tiene una scopa con la quale bussa alle porte delle abitazioni per spazzare l’inverno e propiziare l’arrivo della primavera.

Nella rinascimentale Ferrara dal12 al15 febbraio tornei cavallereschi, feste di ballo e banchetti medievali animano i palazzi storici e il centro. I fasti della corte di dame, cavalieri e giullari faranno rivivere l’atmosfera degli Estensi. In una città patrimonio Unesco non si può perdere l’occasione di visitare i musei gratuiti e i palazzi nobiliari aperti proprio per i festeggiamenti del carnevale.

Nel cuore della Barbagia sarda il carnevale si festeggia, invece, con l’antica e suggestiva danza dei Mamuthones. Si tratta di bellissime maschere di legno scuro, con pelli di pecora nera con 40 pesanti campanacci che rappresentano la sconfitta e la prigionia; accanto a loro sfilano gli antagonisti Issohadores, figure carnevalesche colorate e briose, che danno movimento alla processione.  Vestite con giubbe rosse di foggia femminile, pantaloni bianchi, bottoni in oro, berretto nero, campanelli e maschere bianche. Un rito insolito, carico di drammaticità, che ha a tema i misteri della civiltà agropastorale sarda d’età nuragica. Riti pagani si uniscono all’allegorico rapporto tra animali e uomini, tra sconfitti e vittoriosi, cioè tra Mamuthones e Issohadores.

Antiche tradizioni anche per il carnevale di Satriano di Lucania, in provincia di Potenza, soprannominato la “foresta che cammina”. A sorprendere i turisti ci saranno i folletti, animali e piante della foresta, carri allegorici nonché musica e teatro. Gli uomini si travestono da alberi e sfilano per le strade del borgo del parco nazionale dell’Appennino lucano. Sono i rumit, uomini vegetali o alberi vaganti, maschere silenziose che l’ultimo weekend prima del martedì grasso bussano alle porte delle abitazioni con il fruscio, un bastone che ha in cima un ramo di pungitopo augurando un buon auspicio.

Sempre profumo di storia si respira in provincia di Mantova per il carnevale di Castel Goffredo con la rubiconda maschera del “re gnocco”. Nella giornata di venerdì 13 febbraio, viene incoronato il re con una festa solenne che si conclude con un’abbuffata di gnocchi sulla rinascimentale piazza Mazzini assieme ad una corte di maschere strampalate . Un carnevale antico, dal 1872 nel quale un re con parrucca, corona e mantello di ermellino brandisce un’enorme forchetta che infilza uno gnocco.

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