Decreto Rotte: Portofino chiede altra deroga, Legambiente: “Scandaloso”

Dopo il tragico incidente della Costa Concordia al Giglio, il cosiddetto Decreto rotte dei ministri Corrado Passera e Corrado Clini spostò, per le navi da crociera, il “confine” delle aree protette a 2 miglia dalla costa. Dopo qualche mese, per l’Area marina protetta di Portofino fu chiesta e ottenuta una deroga che portò a 0,7 miglia dalla costa il limite non valicabile.

Si chiede ora di ridurre ulteriormente questa distanza a 0,3 miglia (circa 600 metri), secondo quanto annunciato dall’ammiraglio Vincenzo Melone, comandante del compartimento marittimo di Genova. Ed è attesa per i prossimi giorni, nel capoluogo ligure, la riunione che dovrebbe sancire l’approvazione di questo provvedimento, sul quale il Comune di Portofino chiede da mesi di ridurre il limite di avvicinamento per le navi da crociera alle coste del paese portandolo a 0,3 miglia; per gli operatori, compagnie e agenzie maritime locali, un’ulteriore deroga al limite posto dal decreto Passera-Clini, il cosiddetto “salva coste”, favorirebbe il turismo nell’area ma l’applicazione del decreto divide Comando generale e Capitaneria di Genova. Per Legambiente, una ridicola farsa, che potrebbe trasformarsi in vero e proprio scandalo, se il ministro Galletti non interverrà al più presto”.

Il decreto “salva coste” stabilisce che le navi di dimensioni superiori a 500 tonnellate di stazza non possano avvicinarsi a meno di due miglia dai confini dei parchi e delle aree marine protette. Per quanto riguarda Portofino, dal 2012 la Capitaneria permette alle navi di arrivare fino a 0,7 miglia, purché rispettino una serie di cautele, fra cui seguire un preciso corridoio d’ingresso e fermarsi in un’area stabilita. Nel 2013 l’Arpal ha rilevato che, nonostante la deroga, l’avvicinamento delle navi non ha provocato danni alle acque marine.

Il responsabile mare di Legambiente Sebastiano Venner – ha dichiarato – “Non a caso tutto ciò succede a Genova, sede della Costa Concordia, dove la sua pressione, a giudicare da quanto sta accadendo, si fa sentire con forza. Ma sarebbe veramente vergognoso far passare una misura del genere, che depotenzia del tutto il Decreto rotte e che aprirebbe a tutte le aree marine protette la possibilità di chiedere deroghe alla distanza stabilita”. Legambiente chiede dunque al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti di “battere un colpo” e di bloccare per tempo il depotenziamento di una legge che, secondo l’associazione ambientalista, è già nata insufficiente in quanto non si applica a un numerosi territori di pregio, quali ad esempio Capri, le isole Eolie o Pantelleria, perché non sono interessati da aree protette.

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