Integratori alimentari, in Usa dilaga lo scandalo

Pastiglie di valeriana per dormire meglio, o di estratto della radice di ginseng, contengano davvero valeriana o ginseng? Negli Stati uniti su 5 integratori venduti nelle farmacie ben 4 non contengono le erbe citate sull’etichetta, anzi contengono altre erbe e ingredienti non dichiarati, come le arachidi, la soia o farine alimentari a basso costo e di nessuna utilità, non medicina naturale estratta da erbe.

Lo Stato di New York mette al bando i prodotti da erboristeria che vengono venduti nelle grandi catene di farmacie, dopo aver scoperto che le loro etichette all’80% mentono spudoratamente. Nelle pasticche di valeriana c’è di tutto, proprio di tutto, fuorché la valeriana. Brutto scherzo per i consumatori americani, che di questi prodotti sedicenti naturali fanno un uso massiccio. In quanto alle altre parti d’America, chissà: probabilmente anche là le farmacie spacciano schifezze, ma le autorità locali non se ne sono ancora accorte. Spero che voi europei siate tutelati meglio.

Gli addetti ai lavori nel settore della sanità lamentano la scarsa qualità e sicurezza degli integratori alimentari, che sono esenti dal rigoroso controllo normativo applicato a farmaci da prescrizione dalla Food and Drug Administration. La richiesta per gli integratori è che le aziende verifichino i prodotti e li etichettino con precisione. Ma tutto si basa sulla “buona fede”. Secondo la legge attuale, gli integratori sono di default sicuri fino a quando le autorità non possano provare il contrario e secondo il Dietary Supplement Health and Education Act, del 1994, non sono previsti controlli sugli integratori. E lo scandalo ora potrebbe allargarsi a macchia d’olio perché i controlli potrebbero estendersi ad altri stati.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie