La Carta Minerale: una Carta sostenibile dalle bottiglie di plastica

Riciclare per non impattare sull’ambiente e limitare il più possibile la deforestazione e gli sprechi di acqua: è l’obiettivo più urgente per l’umanità intera. Ed è ciò che sta tentando di fare un metodo innovativo grazie al quale, sfruttando l’energia solare si riciclano le bottiglie di plastica e si trasformano in ” carta minerale”. Questi fogli innovativi sono totalmente impermeabili, biodegradabili e come tali possono essere utilizzati nelle maneire più svariate: stampa di libri, produzione di scatole per imballaggi.

Ma come avviene questa trasformazione? Si inizia con lo schiacciare le bottiglie di plastica con pietre di carbonato di calcio e ridurle in pellet, ovvero piccole sfere di PET (polietilene tereftalato). Questo pellet viene poi sottoposto a un processo di fusione dal cui si ottengono fogli di grandi dimensioni costituiti da una carta biodegradabile. Ecco dunque fatta la carta “minerale”, una carta molto più resistente di quella normale, infatti non si può rompere con le mani, in più è impermeabile e assorbe solo la quantità necessaria di inchiostro durante la stampa.

Sia in Spagna che a Taiwan sono stati sviluppati processi simili per la produzione di carta minerale. Questo nuovo procedimento messo a punto in Messico è quattro volte più economico e rispettoso dell’ambiente. Non sono necessarie sostanze chimiche come cloro o impiego di acqua e con circa 235 kg di queste piccole sfere di pellet si può produrre una tonnellata di carta. Su questa carta però non si può usare l’inchiostro gel perchè contiene alcool.

Questa carta è composta per l’80% da carbonato di calcio, disponibile in natura, e per il 20% da resine naturali. L’idea degli imprenditori messicani, inventori di questo innovativo processo, ha lo scopo di ridurre l’abbattimento di alberi e risparmiare fino a 56mila litri di acqua per ogni tonnellata di carta prodotta. E’ certo una soluzione davvero sostenibile e totalmente rispettosa dell’ambiente ed in più abbatte i anche i costi di produzione.
Fonte Rinnovabili.it

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