Mangiare bene evita la formazione della metà dei tumori

E’ lo stile di vita che fa la salute, e forse dai e dai alla fine riusciremo a mettercelo in testa. Sarebbe il caso di dire che siamo ciò che mangiamo, quindi ciò che mettiamo nel piatto è all’origine di oltre la metà dei tumori. Quindi possiamo limitare la probabilità di ammalarci: tutto dipende dalle nostre abitudini alimentari, dal fumo, dal sovrappeso, dall’obesità e dall’attività fisica.

Gli esperti dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc), che dal 1965 sostiene i ricercatori italiani nei loro studi anche in questo settore, sono molto chiari: “L’idea che il cibo possa influenzare la comparsa delle malattie non è certo nuova: è presente in molte medicine tradizionali, come quella cinese o indiana, e in quella medievale occidentale. Le prime ricerche scientifiche sono state accolte inizialmente con scetticismo, ma già sul finire degli anni 60 sono partiti studi epidemiologici che coinvolgevano ampi numeri di persone. Ci sono voluti anni per avere risultati definitivi, arrivati solo in tempi recenti. Oggi però sappiamo che cosa è meglio mangiare e che cosa è invece da evitare”.

Negli ultimi 50 anni per arrivare a queste conclusioni gli sicenziati hanno usato due strumenti: da una parte, le ricerche epidemiologiche, atte a valutare gli stili di vita e le eventuali malattie delle persone, per stabilire se esistono relazioni significative tra alcune abitudini (come dieta e ginnastica) e lo sviluppo di un tumore; dall’altra, le ricerche molecolari, per indagare sui meccanismi d’interazione tra il cibo e i geni, le proteine e le altre componenti delle cellule, e capire dunque, se alcune sostanze presenti negli alimenti possano favorire o proteggere dall’insorgenza di neoplasie.

Vittorio Krogh, direttore della struttura di Epidemiologia e Prevenzione all’Istituto Tumori di Milano spiega: “Abbiamo appurato che esiste un legame tra alimentazione e cancro al colon e al seno. In una dieta equilibrata i grassi saturi non devono superare il 10% delle calorie giornaliere e non c’è alcun dubbio che una dieta ricca di grassi saturi e alimenti di origine animale (come carne, specie rossa, latticini, burro) faccia salire il rischio di tumori mammari, specie di quelli ormono-dipendenti”. I dati arrivano da uno studio europeo, a cui ha partecipato anche Krogh e che ha coinvolto più di 300 mila donne in 10 Paesi europei, che sono state seguite per oltre 11 anni, durante i quali 10 mila partecipanti hanno sviluppato un cancro al seno.

A confermarlo i dati di un altro filone di ricerca, che ha preso in considerazione oltre 1300 pazienti con carcinoma del colon retto e 1300 persone sane, da cui è emerso che una dieta ricca di fibre (ovvero verdura, cereali integrali, legumi, frutta) dimezza il rischio di sviluppare questo tumore. Cristina Bosetti, a capo dell’Epidemiologia dei tumori all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano dice: “Il motivo è ancora da chiarire. Forse in parte dipende da meccanismi ormonali come per il cancro al seno, ma molto probabilmente i benefici delle fibre sono dovuti al fatto che accelerano il transito intestinale, diminuendo così il contatto fra le “scorie cancerogene” e i tessuti dell’organismo. Inoltre, i cibi ricchi di fibre contengono spesso anche nutrienti antiossidanti, utile scudo anticancro”.

Sempre in base agli studi bisogna limitare il consumo di carboidrati ad alto indice glicemico (pane bianco, prodotti da forno, riso bianco, bibite zuccherate, marmellate) che causano un rapido aumento della glicemia e dell’insulina, stimolando quei fattori di crescita che, attraverso complessi meccanismi, finiscono per favorire l’insorgenza di diversi tumori, tra cui seno e colon. E poi mai dimenticare il colesterolo: quando è alto, aumenta di oltre il 60 per cento il rischio di ammalarsi di carcinoma colon rettale. “In particolare, alti livelli di “colesterolo cattivo” (quello LDL) fanno salire le probabilità di quasi il 90 per cento” spiega Krogh, stando ai dati di un’altra ricerca, sostenuta da Airc e pubblicata sulla rivista Cancer Epidemiology , che ha coinvolto quasi 35 mila persone. E Krogh prosegue: “Quindi, ancora una volta si dimostra che è importante limitare sulla tavola gli alimenti di origine animale (carni, burro, formaggi, latte e derivati), che fanno salire i livelli di colesterolo, peraltro pericoloso nemico anche per le malattie cardiovascolari”.

E se le evidenze finora raccolte riguardano soprattutto le neoplasie di colon e seno, moltissimi studi sono in corso per appurare le «relazioni pericolose» sospettate da tempo fra dieta e tumori del polmone, dell’utero, dell’ovaio e di altre parti dell’apparato digerente. “Senza dimenticare che è stato ampiamente provato come anche il consumo eccessivo di alcolici e superalcolici faccia aumentare i rischi di tumori di bocca, esofago, stomaco, colon, fegato e seno” conclude Cristina Bosetti.

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