Oggi 20 febbraio è la Giornata mondiale della giustizia sociale

Il 20 febbraio si celebra la giornata mondiale della giustizia sociale, un principio fondamentale per la coesistenza pacifica e prospera dentro e tra le nazioni.  Pari opportunità, solidarietà e rispetto per i diritti umani, sono essenziali per liberare tutto il potenziale produttivo delle nazioni e dei popoli.

Difendere i principi di giustizia sociale significa promuovere l’uguaglianza di genere, i diritti dei popoli indigeni e dei migranti; far progredire la giustizia sociale significa rimuovere tutte le barriere determinate da genere, età, razza, etnia, religione, cultura o disabilità. L’obiettivo della giustizia sociale è al centro della missione globale delle Nazioni Unite per la promozione dello sviluppo e della dignità umana. L’adozione, da parte dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), della Dichiarazione sulla giustizia sociale per una globalizzazione equa è solo uno degli esempi recenti dell’impegno del sistema Nazioni Unite per la giustizia sociale. La Dichiarazione cerca di garantire risultati equi per tutti attraverso i processi di sviluppo, la protezione sociale, il dialogo sociale, e i principi e i diritti fondamentali dei lavoratori.

L’Assemblea Generale ha proclamato il 20 febbraio la giornata mondiale della giustizia sociale nel 2007, invitando la comunità internazionale a sostenere sforzi per lo sradicamento della povertà, la promozione del pieno impiego e del lavoro decente, l’uguaglianza di genere e l’accesso al benessere sociale e alla giustizia in modo uguale per tutti.

L’edizione del 2015 è dedicata alla lotta al traffico di esseri umani e alle moderne forme di schiavitù. Per contrastare questo fenomeno l’Organizzazione internazionale del lavoro ha adottato lo scorso giugno un nuovo protocollo giuridicamente vincolante, per rafforzare l’azione mondiale per l’eliminazione del lavoro forzato. Sono circa 21 milioni di donne, di uomini e di bambini sono costretti a lavorare in condizioni disumane. Il loro lavoro genera ogni anno un giro d’affari illegale di 150 miliardi di dollari. Le donne e i bambini sono particolarmente a rischio di essere rapiti e venduti come schiavi in tempi di conflitti violenti. In alcuni casi, il lavoro forzato mantiene per generazioni intere famiglie o comunità nella povertà più abietta.

Sempre di più si prende coscienza che la situazione deve cambiare mentre si moltiplicano i casi in cui il lavoro forzato viene iconosciuto come tale e combattuto. Per porre fine al lavoro forzato, è necessario un approccio integrato. I governi, i datori di lavoro e le loro organizzazioni, i sindacati e le organizzazioni della società civile, tutti hanno un ruolo da svolgere per proteggere, difendere e responsabilizzare coloro che sono più a rischio, e per creare opportunità di lavoro dignitoso per tutti

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