PetMe: un successo bestiale, eccellenza made in Italy nel mercato della sharing economy

Un anno fa, il 18 marzo 2014, sul web nasceva PetMe, il social petwork dedicato a tutti gli amanti degli animali, ideato e realizzato da Alice Cimini e Carlo Crudele. La prima piattaforma digitale italiana dedicata al pet-sitting, dove utenti che hanno animali trovano il pet-sitter ideale che se ne possa occupare quando loro non possono.

Oggi il sito www.petme.it conta una community di 7.500 utenti, più di 2.000 pet-sitter distribuiti sul territorio italiano, una community di Facebook che conta 27.000 fans estremamente attivi e profondamente legati al brand.

Con questi numeri PetMe si inserisce come concreta realtà di servizi in un settore di mercato in piano sviluppo. Quello della cura per gli animali è infatti un settore che non conosce crisi. Non solo, il business a quattro zampe è in crescita costante e le previsioni degli economisti, da Wall Street a Piazza Affari, vedono nella pet-economy il prossimo Eldorado.
Si stima che per i prossimi 20 anni possa crescere di circa il 7% annuo il giro di affari intorno ai servizi per animali domestici, soprattutto quelli che offrono pet-sitting e ospitalità.

Per comprendere la portata del mercato pet basti pensare che in America, con 395 milioni di animali domestici, tutto il settore della pet-economy è valutato 59 miliardi di dollari. In Italia, dove la popolazione di cani, gatti e animali da compagnia ammonta a 60,5 milioni, il giro di affari a quattro zampe per solo il settore alimentare vale 1,7 miliardi di euro. A cui si aggiunge il fatturato del settore snack & treats, spuntini-ricompensa del valore di 115,2 milioni di euro (fonte Assalco – Zoomark 2014).

Tutto questo si riflette in una società civile sempre più pensata attorno al rapporto uomo-animale, con conseguenze sul piano legislativo ed economico.
Sempre dal Rapporto Assalco-Zoomark 2014 sull’Alimentazione e la cura degli animali da compagnia, realizzato in collaborazione con Iri (Information Resources) e Anmi (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), emergono chiaramente due punti fermi:
1) gli italiani amano i pet e se ne prendono cura con sempre maggiore attenzione poiché li considerano veri e propri membri della famiglia;
2) il mercato pet cresce nonostante il periodo di crisi generale, in quanto gli italiani non rinunciano a garantire ai loro animali cure e attenzioni.

PetMe risponde concretamente a queste esigenze. Prendersi cura del proprio animale significa innanzitutto non lasciarlo mai solo. Che si tratti di una vacanza, una trasferta di lavoro, un impegno improrogabile che si prolunga, un ricovero ospedaliero o una semplice visita ad un museo, oggi con PetMe è possibile trovare il pet-sitter ideale in un clic, attraverso gli strumenti di geolocalizzazione, ranking e condivisione di feedback e recensioni.

Un modello di business che risponde pienamente alle metriche della sharing economy: non è un caso infatti che PetMe sarà l’unica realtà italiana del settore pet presente al Crowdsourcing Week Summit Venice che si terrà nei giorni 5 e 6 marzo presso H-FARM a Ca’ Tron, a due passi da Venezia.
Organizzato da Crowdsourcing Week e Zooppa, l’evento ospiterà grandi nomi della crowd economy internazionale, come BlaBla Car e Uber.

Carlo Crudele, tra gli speaker della manifestazione, racconterà, attraverso l’esperienza di PetMe, come negli ultimi anni il crowdsourcing abbia invaso anche l’area dei “soggetti deboli” (bambini e pet), verso cui, soprattutto da parte dell’utenza italiana, si nutre un legame di profonda affezione e che fino a qualche anno fa non sarebbero stati affidati a sconosciuti.

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