I Ricordi sono come File memorizzati su Computer, hanno un loro percorso

I percorsi della memoria sono complessi e tortuosi, come del resto lo è il cervello, ma gli scienziati vogliono vederci chiaro, e ora hanno scoperto quali sono i meccanismi con cui la memoria elabora e recupera i ricordi. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Neuroscience dai ricercatori dell’Università Vanderbilt di Nashville, Stati Uniti.

Sean Polyn, lo psicologo che ha coordinato lo studio spiega: ”E’ estremamente importante capire cosa fanno le diverse regioni del cervello mentre rovistiamo fra i ricordi”. E aggiunge: ”Malattie come l’Alzheimer e l’epilessia devastano la memoria, e queste informazioni potranno aiutarci a sviluppare nuove terapie, ma anche ad identificare eventi avversi che possono essere provocati dalle nuove sostanze psicotrope”.

Per giungere a questi risultti, gli scienziati si sono avvlasi della collaborazione di 20 adulti tra i 18 e i 35 anni a cui è stato chiesto di eseguire un semplice test di memoria in cui dovevano richiamare alla mente 24 parole (come cavallo, nave e finestra) che avevano letto su una lista. Durante l’esperimento, l’attività del loro cervello è stata monitorata attraverso una risonanza magnetica funzionale.

Dai risultati ottenuti si è capito che lo strumento per il viaggio nel tempo è una porzione del cervello, precisamente il lobo temporale mediale: quando la sua parte anteriore si mette in funzione, significa che è stato recuperato un ricordo; quando si attiva anche la parte posteriore del lobo, allora vuol dire che il ricordo è molto dettagliato e si accompagna ad altri associati (come un suono, un’emozione o un odore) che insieme fanno rivivere l’esperienza passata. Come spiegato dai ricercatori è come avere a che fare con dei file in cui è impressa la data e l’ora di memorizzazione: se il ricordo è ‘forte’, allora finisce con il richiamare quelli più strettamente associati, riportandoci indietro nel tempo.

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