Riso per cani utilizzato per produrre birra, blitz in un birrificio

Riso per l’alimentazione dei cani o la produzione di mangimi che veniva, invece, utilizzato per la produzione di birra. È quanto scoperto in provincia di Vercelli nell’ambito di un’operazione congiunta condotta dal personale del Corpo forestale dello Stato (Comando Provinciale e Comando Stazione di Vercelli, Comando Stazione di Albano Vercellese) e dell’Agenzia delle dogane.

E’ il risultato di un’operazione congiunta condotta dal personale del Corpo forestale dello Stato (Comando Provinciale e Comando Stazione di Vercelli, Comando Stazione di Albano Vercellese) e dell’Agenzia delle dogane. Nei locali di produzione di un  birrificio artigianale sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro 250 chilogrammi di riso non destinato al consumo umano. Il titolare del micro-birrificio è stato denunciato per frode in commercio e inosservanza del divieto d’impiego di sostanze alimentari private anche in parte dei propri elementi nutritivi.

L’indagato rischia la reclusione fino a due anni o una multa di circa duemila euro. Niente a confronto di quanto accadeva 4500 anni fa: “Chi adulterava la birra veniva punito l’annegamento nella birra stessa adulterata”, ironizza Isidoro Furlan, del Corpo forestale dello Stato.   “In altri paesi europei – prosegue Furlan – come nell’est del continente, i controlli sono veramente pochi e troviamo alle frontiere camion che portano in Italia prodotti accompagnati da documentazione lacunosa se non assente”.

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