Spiaggiamento cetacei, istituito a Genova un nuovo centro nazionale di diagnosi

Lo spiaggiamento, singolo o in massa, dei mammiferi marini è un fenomeno ormai conosciuto da tutti e da molto tempo. Nel 2014 sono stati segnalati 164 casi sulle coste italiane. Per monitorare meglio il fenomeno è stato istituito a Genova un nuovo centro nazionale di diagnosi.

Creato dal ministero della salute, il Centro di Referenza nazionale per le indagine diagnostiche sui mammiferi marini spiaggiati (C.Re.Ma.) sarà operativo presso la sede genovese dell’Istituto zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta con un presidio territoriale ad Imperia e attività diagnostiche a Torino. “Rappresenterà un punto di riferimento nazionale – ha detto Silvio Borrello del Ministero della Salute durante la presentazione che si è svolta al Museo di storia naturale a Genova – per tutti i 10 istituti zooprofilattici che lavorano in questo settore”.

“Il centro – ha spiegato Maria Caramelli, direttore generale dell’ Istituto zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’ Aosta – fornirà assistenza tecnico-scientifica al ministero della Salute e coordinerà le attività diagnostiche post mortem degli istituti zooprofilattici italiani sui cetacei spiaggiati, attraverso la standardizzazione delle metodiche e dei protocolli, e formando gli operatori sanitari coinvolti negli interventi”.

Le cause che determinano lo spiaggiamento di animali vivi sono al centro di un dibattito aperto che dura ininterrottamente ormai da molti decenni. Le teorie sono varie, ma si può con ragionevole prudenza affermare che tale evento può essere provocato di volta in volta da cause diverse, singole o combinate. Pertanto cause individuali, patologie o comunque situazioni di difficoltà individuale, possono indurre un animale a portarsi in prossimità della costa alla ricerca di un bassofondo sul quale appoggiarsi per poter respirare senza eccessivo sforzo. Se l’animale appartiene a una specie dal comportamento sociale particolarmente sviluppato, può succedere che gli individui del branco seguano fino a terra quello o quelli di loro che sono in difficoltà. Certamente anche cause ambientali, quali ad esempio anomalie locali nel campo geomagnetico, al quale sembra che i cetacei siano sensibili, possono provocare fenomeni di spiaggiamento talvolta anche massiccio.

Per i Cetacei che invece arrivano a terra ormai morti, spinti dalle correnti e/o dalle mareggiate, la determinazione delle cause di morte assume un aspetto di estrema importanza per la valutazione dello stato di salute delle popolazioni e dell’impatto antropico operato dalle attività umane direttamente in mare o sulla costa. Ma gli spiaggiamenti di Cetacei sono una fonte di informazioni notevole perché dalle carcasse recuperate si possono ricavare notizie e dati riguardanti la biologia, l’ecologia, le patologie delle specie mediterranee e il livello di contaminazione e quindi lo stato di salute dei nostri mari. L’Italia è l’unico paese del Mediterraneo e dell’Europa ad avere organizzato e attivato una rete nazionale per il monitoraggio degli spiaggiamenti dei Cetacei e a pubblicarne un consuntivo annuale.

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