Staminali: nuovo farmaco made in Italy ridà la vista a pazienti con gravi ustioni della cornea

Staminali, nuovo farmaco è in grado di restituire la vista a pazienti con gravi ustioni della cornea. La nuova terapia è prodotta nei laboratori di Holostem Terapie Avanzate, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, presso il Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” (Cmr) dell’ateneo modenese ed e’ frutto di una partnership con Chiesi farmaceutici.

Alla base della nuova terapia ci sono più di vent’anni di ricerca d’eccellenza, condotta da un team di scienziati di fama internazionale nel campo della biologia delle cellule staminali epiteliali. Le cellule vengono lavorate nel centro di medicina rigenerativa “Stefano Ferrari” finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Modena. Dall’aspetto clinico della ricerca si è occupato l’oculista del San Raffaele di Milano, Paolo Rama, che ha seguito decine di pazienti per anni.

Michele De Luca, direttore del Centro di Medicina Rigenerativa ‘Ferrari” dell’ateneo di Modena – spiega – In un periodo di ”grande confusione sulle reali possibilità terapeutiche delle cellule staminali, poter dimostrare che curano davvero e senza rischi per la salute è più importante che mai”. Come funziona questa terapia avanzata? ”Quando ustioni termiche o chimiche della superficie oculare danneggiano irreversibilmente la riserva di staminali, la superficie corneale, che in un occhio sano si rinnova completamente ogni sei/nove mesi, smette di rigenerarsi e la congiuntiva a poco a poco comincia a ricoprire la cornea con una patina bianca che rende impossibile la visione e provoca dolore e infiammazione cronici.

Se almeno in uno dei due occhi del paziente è rimasto anche un residuo piccolissimo di limbus (parte tra cornea e congiuntiva) non danneggiato, siamo in grado di ricostruire in laboratorio l’epitelio che ricopre la superficie corneale, grazie alle cellule staminali raccolte da una biopsia”, spiega Graziella Pellegrini, coordinatrice della terapia cellulare al CMR. Questo lembo di epitelio, chiarisce, ”che assomiglia ad una sorta di lente a contatto, viene poi trapiantato nel paziente e consente di ottenere una cornea trasparente stabile nel tempo e un pieno recupero della capacità visiva”.

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