Tecnologie a basso costo per salvare i più poveri: la sfida dell’Univesità sudafricana

All’Univesità del Sudafrica è in corso una nuova sfida della scienza: riuscire a sconfiggere la povertà grazie allo sviluppo di nuove tecnologie a basso costo che possano aiutare i più poveri, una tecnologia che crei piattaforme galleggianti contro le inondazioni, allarmi intelligenti contro gli incendi.

Ayanda Noma, direttore reparto Innovazione dell’Università del Sudafrica, ha creato un sistema di galleggiamento per salvare chi vive nelle baracche in caso di inondazione. “Se c’è troppa acqua si alza la struttura. Se voi guardate qui ci sono 4 fori che vengono ancorati a 4 lati. Ci sono tubi in pvc e alla base dei tubi dei blocchi di cemento che fermano la struttura sul posto. L’unico movimento che può fare quindi è su e giù”.

Samuel Ginsberg, dell’Università di Città del Capo, ha invece studiato un allarme antiincendio particolare. “Gli ambienti delle baracche tendono ad essere abbastanza fumosi per la mancanza di elettricità, spesso viene acceso il fuoco per cucinare. Così un normale rilevatore di fumo non è efficace, ci sarebbero falsi allarmi continuamente. Questo dispositivo rileva la variazione di temperatura interna, un indicatore molto più affidabile”.

La questione fondamentale è che tutta questa tecnologia sia pratica, accessibile e a basso costo. “Noi dobbiamo vivere nella realtà che troviamo. Non possiamo sperare di portare miliardi di persone fuori dalle baracche, nelle abitazioni civili in cui meriterebbero di vivere. Cosa possiamo fare allora? Il nostro meglio, rendendo il luogo in cui vivono un posto migliore”.

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