Vino Nobile di Montepulciano, sempre più giovani in vigna e in cantina

Con oltre 3.000 visitatori e centinaia di giornalisti e opinion leader da tutto il mondo, si è conclusa oggi, con l’assegnazione delle stelle all’ultima vendemmia, la XXI edizione dell’Anteprima del Vino Nobile. Il bilancio di questa manifestazione, ormai il principale appuntamento promozionale organizzato dal Consorzio a Montepulciano, può dirsi più che positivo. “Con questi eventi dimostriamo che il nostro valore aggiunto è il sempre più stretto legame tra il mondo del Vino Nobile ed il suo territorio – ha detto il presidente del Consorzio del Vino Nobile, Andrea Natalini – e per noi produttori questa terra costituisce un patrimonio di immenso valore, un bene da preservare, mai da sfruttare e ci sentiamo quindi doverosamente impegnati in prima linea nella sua tutela e nella sua promozione”.

Nella patria della prima Docg d’Italia, 4 cantine su 10 sono condotte da under 40. Otto aziende su 10 scelgono un giovane per affidargli il ruolo di marketing manager. Facebook è il social più utilizzato, ma crescono anche altre forme di comunicazione. Per il futuro: ricambio generazionale. Se da un lato, come dicono recenti indagini, il vino di qualità è oggi sempre più apprezzato dai giovani (circa9 milioni di italiani, collocati tra i 30 e i 40 anni di età, starebbero indirizzandosi verso un consumo consapevole del vino), dall’altro sono sempre di pi
ù i giovani che lo producono.

A Montepulciano oltre il 37% delle cantine è condotto da un giovane (l’età media dei titolari di azienda è di 48 anni). Un dato ancora più significativo è che il 45% degli impiegati a tempo indeterminato nel vino (oltre mille in totale a Montepulciano) sono sotto i 40 anni e la percentuale cresce con gli avventizi durante il periodo della vendemmia. Sono alcuni dei dati di un a indagine svolta dal Consorzio del Vino Nobile sui propri associati.

“Sono dati che ci confortano e confermano una tendenza in atto da qualche anno – afferma il Presidente del Consorzio del Vino Nobile, Andrea Natalini – soprattutto per quanto riguarda il ricambio generazionale che, per tradizione, nelle nostre aziende, era piuttosto lento; invece ora ai giovani vengono affidati ruoli di responsabilità che contribuiscono a rinnovare l’intero comparto. Da questo discende, per esempio, la disponibilità delle imprese del Nobile ad investire in nuovi mezzi di comunicazione”.

Tra i ruoli maggiormente occupati dai giovani in cantina ci sono quelli di enotecnico e cantiniere, ma anche enologo, mentre l’81% delle imprese vitivinicole di Montepulciano ha un impiegato nel marketing sotto i 40 anni. Negli ultimi dieci anni l’inserimento dei giovani è
avvenuto nel 60% delle imprese di Vino Nobile. In particolare le figure più ricercate sono quelle di responsabili commerciali per l’estero, ma anche le nuove leve nelle professionalità di enotecnici e di enologi (sempre più giovani escono dalle facoltà di agraria e da istituti di formazione agricola). Sono molte le aziende che al loro interno hanno una figura professionale che si occupa di comunicazione e più in particolare di social marketing.

Quasi tutte hanno un profilo Facebook (8 su 10), mentre il 33 per cento utilizza anche Twitter. Altri social network, come Linkedin, Instagram e Pinterest, sono usati ugualmente da circa un terzo delle aziende. A livello di ricambio generazionale oltre il 50% delle imprese viticole di Montepulciano ha ad oggi superato con successo la seconda generazione. Il 70% delle aziende ha già affrontato l’argomento ricambio e l’88% di queste pensa all’avvicendamento familiare. E’ il caso di dire tradizione e innovazione visto che il 63 % delle imprese associate al Consorzio vanta una storia ultratrentennale e il 31% tra i 10 e i 30 anni di attività. Il 50% di queste aziende occupa la famiglia o parte di essa e il 67% ha dichiarato di riunirsi periodicamente per parlare del futuro dell’azienda. Chi non ha la possibilità di avvicendare giovani al timone dell’azienda ritiene (il 70%) che, pur affidandola a un manager esterno, non vorrebbe perderne la titolarità.

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