8 marzo, Guidi: Valorizzare il ruolo delle donne nel nostro settore, le restrizioni legali cospirano contro le donne

“In agricoltura quasi un’azienda agricola su tre è guidata da una donna. Le imprenditrici agricole sono una realtà importante in Italia: conducono aziende innovative  e  il loro lavoro, spesso silenzioso, è sempre fondamentale per il settore e per lo sviluppo del Paese. Ho voluto fortemente la nascita di Confagricoltura Donna, perché sono convinto che il lavoro e l’impegno delle imprenditrici possa far crescere l’agricoltura e la nostra Organizzazione. EXPO 2015 sarà la vetrina dove valorizzare il lavoro agricolo e quello femminile”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi in occasione dell’8 marzo.

Il fondo monetario internazionale – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura – ha calcolato che l’Italia perde più del 15% della ricchezza potenziale per effetto della discriminazione di genere, questo è intollerabile. Ho una figlia e mi auguro che possa crescere per i suoi meriti e per le sue qualità, certamente lottando per i suoi obiettivi e i suoi ideali, alla pari dei suoi coetanei, senza preferenze né discriminazioni”.  “In troppi Paesi le restrizioni legali cospirano contro le donne – denuncia Christine Lagarde – come per impedirci di essere economicamente attive”. Se le forze spese ad impedire alle donne di dare il proprio contributo al mondo fossero impegnate in senso opposto, la crisi non sembrerebbe una montagna invalicabile. L’unione fa la forza, si dice così, no?

A supportare le parole di Christine Lagarde, c’è un’importante ricerca svolta dal Fondo monetario. Tale indagine ha rivelato che “in più di 40 nazioni si perde il 15% della ricchezza potenziale, proprio per effetto delle discriminazioni contro le donne.” E se gli Stati Uniti perdono il 5% del PIL possibile, l’Italia non ne realizza il 15%. Potrebbero sembrare semplici numeri, ma purtroppo non lo sono. Indicano come potremmo vivere meglio, se solo non fossimo un paese maschilista. Le definizioni di paese vecchio e arretrato, ci sembravano poco. Anche se, in realtà, è tutto collegato. Un effetto a catena.

Il premio Nobel per l’economia, Amartya Sen, avvalora le conclusioni del Fmi. Il suo lavoro ha sempre sottolineato come il sessismo ci impoverisca tutti. Novemila miliardi di dollari l’anno è ciò che il mondo non realizza. Rifiutare le pari opportunità, significa rinunciare a dinamismo e benessere. In una tabella, analizzando i pro e i contro di questa staticità culturale, i secondi avrebbero la meglio. Siamo sempre state definite il sesso debole, forse proprio perché facciamo paura. Gli uomini avevano bisogno di autoproclamarsi forti, per temerci di meno. È stupido. È stupido non trattarci alla pari, soprattutto quando potremmo guadagnarci tutti. Inoltre, ogni preoccupazione è immotivata. Una donna può essere migliore di un uomo, esattamente come un uomo può essere migliore di un altro.

Ci discriminiamo tutti indiscriminatamente? La Consigliera per le Pari opportunità del Consiglio, Giovanna Martelli, ha giustamente sottolineato l’importanza dell’allarme lanciato da Christine Lagarde. In particolare per l’Italia. Nonostante modesti cambiamenti, le donne incontrano notevoli difficoltà nell’avanzamento di carriera. Mi sento, tuttavia, in dovere di citare – neanche a dirlo apposta, per equità – la storia (raccontata da Maria Latella nel suo nuovo libro, Le donne di potere) del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti. È emblematica dal momento che conferma lo stereotipo delle donne che odiano le donne.

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