Ai Circhi 30 mln di euro di soldi pubblici, Lav lancia una petizione nazionale rivolta al Ministro dei Beni e Attività Culturali

Al circo con animali non daremo un euro”: con questo slogan, e dati alla mano, sabato 14, domenica 15 marzo e il fine settimana successivo la Lav lancia una petizione nazionale – rivolta al Ministro dei Beni e Attività Culturali, a Governo e Parlamento – per mettere fine al finanziamento pubblico ai circhi che utilizzano animali. Quasi 30 mln di euro destinati a queste strutture (in solo 5 anni), tra cui circhi condannati in via definitiva.

La legge prevede che i circhi non possano essere beneficiari di finanziamenti pubblici, esclusivamente se condannati in via definitiva per maltrattamento di animali o se riconosciuti colpevoli di violazioni di disposizioni normative statali e dell’Unione Europea in materia di protezione degli animali. Ciò comporta che anche i circhi inquisiti per maltrattamento, se non ancora condannati, continuano a ricevere finanziamenti pubblici.Ne consegue che moltissimi animali possono continuare ad essere maltrattati, anche in presenza di sussidi pubblici, fino alla condanna definitiva, che può avvenire anche dopo cinque anni dall’inizio del processo.

“Istituzioni e cittadini devono sapere che il denaro dei contribuenti è stato destinato a finanziare perfino circhi con animali condannati in via definitiva: uno scandalo italiano che deve cessare, contrario alla coscienza civica dell’utilizzo responsabile del denaro pubblico, e in antitesi al
più maturo rapporto degli Italiani con gli animali, che vede il 68,3% dei cittadini contrari ai circhi con animali (Rapporto Eurispes 2015)- afferma la LAV – Firmando la nostra petizione, a partire dal 14-15 marzo in centinaia di piazze d’Italia, chiederemo al Ministro dei Beni e Attività Culturali, al Governo e al Parlamento, di ridurre i contributi al circo con animali, fino al completo azzeramento nel 2018, portandocosì ad attuazione l’impegno previsto nel 2013 in un Ordine del Giorno sottoscritto da Senatori di maggioranza ed opposizione.”

Nei circa 100 circhi italiani sono ancora 2.000 gli animali tenuti in cattività: si tratta di stime elaborate dalla LAV, in quanto non esiste un’anagrafe nazionale di accesso pubblico. Alla difficoltà di reperire dati ufficiali, inoltre, si sommano i numerosi cambi di insegna e/o società da parte delle imprese circensi, e la discutibile prassi di affittare o cedere gli animali da un circo ad un altro.

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