Al via la campagna dell’Enpa per dire basta al massacro rituale di agnelli

In prossimità della Pasqua 2015 continua la sua campagna per fermare la sofferenza di agnelli e capretti. Cuccioli con pochi giorni di vita vengono strappati anzitempo alle loro madri per imboccare la strada senza ritorno dei mattatoi dove molto spesso giungono al termine di viaggi spossanti e dove vengono uccisi davanti agli occhi attoniti dei loro “fratelli”.  Nonostante una certa flessione nelle macellazioni registrata dall’Istat tra il 2013 e il 2014, infatti, i numeri del massacro continuano ad essere impressionanti visto che soltanto l’anno scorso sono stati macellati ben 2,2 milioni tra agnelli e agnelloni.

Le vittime della cosiddetta “Pasqua di sangue” sono cuccioli tra i 30 e i 40 giorni di vita, strappati prematuramente alle loro madri dopo una gravidanza di 5 mesi regolata in modo tale da poterli uccidere quando pesano circa una decina di chili. La pratica della macellazione è assolutamente atroce, come racconta la petizione: “Gli agnelli vengono legati insieme per le zampe e appesi, issati a testa in giù, storditi con una carica di corrente elettrica e sgozzati”. Il motivo è ancora peggiore: imbandire le tavole in occasione della ricorrenza religiosa della Pasqua.

Oltre 19.219 firme chiedono di fermare la mattanza degli agnelli, di porre fine ai maltrattamenti di questi cuccioli e di scegliere un menù alternativo per Pasqua. La raccolta firme, promossa da Firmiamo.it, si affianca ad altre numerose iniziative legate alla campagna 2015 dell’Enpa, che ha un testimonial d’eccezione: Pasqualino, un agnellino nato pochi giorni fa da una mamma randagia soccorsa dalla Protezione Animali. Lo si può adottare a distanza o assicurarsene il peluche presso i banchetti allestiti dai volontari.

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