Bambine ossessionate dalla propria Immagine: troppe Diete e niente Sport

Continuo a ripetermi che non dovrei più stupirmi di nulla, ma ci casco ogni volta. Forse viviamo davvero in un mondo che va all’incontrario, dove all’essere si privilegia sempre e comunque l’apparenza. Perchè affermo questo? Perchè dai dati di un sondaggio, commissionato dal Ministero delle Pari opportunità britannico, dal titolo Body Confidence Progress Report 2015 è apparso, chiaro come il sole, che già alla fine delle elementari, una bimba su cinque si è già sottoposta ad un dieta almeno una volta. Ne merge un quadro inquietante: alla verde età di 10 anni anni la gran parte delle bambine è ossessionata dalla propria immagine invece di avere la mente occupata dalla spensieratezza che dovrebbe essere propria di quell’età.

Si fa largo un quadro problematico: insoddisfazione e scarsa fiducia nel proprio corpo, che, in svariati casi è già in sovrappeso (come confermano le statistiche sull’obesità infantile). Far osservare un regime alimentare sano ed equilibrato è un fondamentale compito dei genitori, ma come è possibile permettere ad una bambina di sottoporsi ad una dieta proponendo magari quale modelli cui ispirarsi le immagini di fisici di modelle spesso e volentieri ombra di se stesse?

In base ai dati ricavati dal sondaggio volto a capire le motivazioni delle diete delle bambine, emergono fattori non riconducibili nè alla salute né a un’idea di stile di vita corretto. Sembra infatti che il disagio di molte ragazzine con la propria immagine, coincida con l’inizio della scuola e proprio questo senso di inadeguatezza causerebbe anche un allontanamento dallo sport. Dai dati percentuali energe che il 23 per cento delle ragazzine dai 7 ai 21 anni si sente in gran difficoltà quando si parla di look tanto da inibirsi e rinunciare all’attività fisica, che sarebbe invece il vero segreto di una buona forma. Ancor più scioccante è che l’87 per cento delle giovanissime è convinto che per una donna l’aspetto sia più importante delle abilità e una metà delle ragazze e bimbe associa l’immagine di una donna sudata con qualcosa di poco femminile.

E poi come è naturale, si approda ai casi più gravi, cioè ai disturbi dell’alimentazione che coinvolgono ragazzine o addirittura bambine che non vanno a scuola tanto è forte e grave il disagio con la propria immagine, alternando periodi di bulimia e di anoressia. Tra l’altro proprio queste ultime risultano aver maggiore propensione verso le dipendenze, quali alcol e droghe.
Ecco perchè a fronte di questi dati il governo britannico vuole correre ai ripari, investendo in un piano di comunicazione che metta in evidenza un’immagine femminile differente, che punti sull’essere e non sull’apparire, come spesso viene proposto dai media.

Siamo chiari: la causa dei disturbi alimentari gravi, come anoressia e bulimia non è dovuta certo e solo ai modelli sbagliati che vengono proposti. Dovrebbe però farci riflettere proprio quell’87 per cento di ragazzine e bambine che misura il proprio valore dando esclusiva importanza alla propria immagine. Un grosso lavoro da fare è quello di cambiare questa nuvoa strana mentalità, che le tiene lontane dallo sport che invece è una delle chiavi attraverso cui si prende coscienza e accettazione del proprio corpo, oltre ad essere un momento di confronto e socializzazione. E poi ci sono i valori interiori, in primis l’autostima, troppo spesso oggi sepolti sotto un materialismo che convince non solo bambine, ragazzine e donne, ma anche i maschi che se ciò che si vede riflesso nello specchio non rispecchia certi standard, allora è assimilabile ad una discarica.

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