Cresce l’economia pulita, diminuisce lo smog: report dell’Aie

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie) comunica una buona notiza: cresce l’economia globale, ma in modo più verde. I dati parlano chiaro, nel 2014 le emissioni di CO2 sono rimaste allo stesso livello del 2013, ma la produzione mondiale è aumentata del 3,3%. Un dato positivo, consideranto che è la prima volta in cui la crescita economica non aumenta di pari passo allo smog. Il contributo più grosso lo ha dato la Cina che ha tagliato le emissioni dello 0,8%.

E’ prevista per fine annoa Parigi, la conferenza Onu da cui ci si aspetta che emerga un piano globale relativo al taglio delle emissioni serra che rischiano di far saltare il già precario equilibrio climatico. Il nuovo impegno cinese e il successo dell’economia green potrebbero essere i pilastri sui cui fondare la scelta delle nuove strategie anti-smog. A quanto rivela l’Aie, questo stop alle emissioni è merito anche dell’impengo europeo e statunitense. Proprio Europa e Usa, a novembre 2014, hanno sottoscritto un accordo bilaterale con la Cina in cui si confermava l’impegno a ridurre i gas serra del 25-28% entro il 2025. In più, la Cina da parte sua si è impegnata a contenere l’inquinamento entro il 2030.

E’ stato fatto notare che negli ultimi 40 anni le emissioni di gas serra si erano fermate solo in concomitanza con una crisi economica, mentre in questo caso la produzione è cresciuta in maniera pulita e sembra esserci un’inversione di tendenza proveniente dalla Repubblica Popolare Cinese, che nel decennio 2000-2011 aveva scaricato circa 8 miliardi di CO2 nell’atmosfera, un livello insostenibile.

Partendo da questo primo traguardo, cioè il taglio dello 0,8% del 2014, il premier cinese Li Keqiang si pone un altro obiettivo, la riduzione di CO2 del 3,1% nel 2015. Un obiettivo davvero ambizioso e soprattutto rivoluzionario, dato che l’ascesa economica cinese si è sempre fondata sull’insutria pesante e quindi sull’impiego di combustibili fossili, tanto che da sola, la Cina ha prodotto più anidride carbonica di tutta l’Europa messa insieme. La svolta però c’è stata grazie all’investimento in fonti rinnovabili e nella diversificazione energetica e con la chiusura di una parte delle centrali a carbone più inquinanti. Se, come si spera la Cina riuscirà a raggiungere gli obiettivi che si è posta, potremmo cominciare a parlare di economia del benessere, ossia un’economia che cresce mentre l’inquinamento scende.

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