Fukushima 4 anni dopo, Il Giappone si è fermato per ricordare la catastrofe

Oggi 11 marzo, Fukushima torna a rivivere il quarto anniversario della tragedia che sconvolse l’oriente. L’incidente, venne classificato dall’AIEA (Agenzia internazionale per l’energia atomica) al grado 7, il massimo grado della scala, raggiunto solo dal disastro di Cernobyl.

Dal monitoraggio della radioattività svolto da Greenpeace risulta che il 59 per cento dei campioni presi in aree ufficialmente “decontaminate” era ancora oltre la soglia, con i livelli più alti rilevati lontano dalle strade. Il lavoro di decontaminazione è servito in sostanza solamente a “spostare” il problema, ma non a liberarsene. Attualmente 120 mila persone non hanno ancora fatto ritorno nelle loro case e il processo di decontaminazione sembra non conoscere fine. Le colline, le montagne e le foreste della Prefettura di Fukushima sono fortemente contaminate. Il risultato è che il materiale radioattivo viene dilavato attraverso i corsi d’acqua e raggiunge anche aree precedentemente decontaminate, ricontaminandole.

Alla cerimonia ufficiale hanno preso parte alcune migliaia di persone, tra cui l’imperatore Akihito e la consorte Michiko, il premier Shinzo Abe e i rappresentanti delle prefetture di Fukushima, Miyagi e Iwate, le più colpite. “Sono passati quattro anni e tutti insieme vogliamo esprimere il nostro cordoglio per le vittime e i loro familiari. Le immagini trasmesse dalla tv erano terribili”, ha detto l’imperatore nel suo intervento. “Circa 20.000 persone sono morte e mi preoccupo per la gente che vive ancora nelle case provvisorie, soprattutto per gli anziani e quelle persone di Fukushima costrette a vivere in un altro posto a causa del disastro. Vista l’importanza e la necessità di organizzare e fare le esercitazioni contro sisma e tsunami, il 14 marzo ci sarà (a Sendai e organizzata dall’Onu, ndr) una riunione internazionale sul tema della prevenzione e dei provvedimenti contro calamità naturali. Il mio auspicio – ha concluso Akihito – è che tutto vada per il verso giusto”.

Un evento “disastroso che ha causato enormi danni, senza precedenti”, ha osservato Abe nel suo breve discorso in cui ha ricordato le vite spazzate via dalla furia dello tsunami. “Pensando ai sentimenti delle famiglie delle vittime provo profondo dolore. Il lavoro di ricostruzione è arrivato a una fase avanzata, ma restano ancora 230.000 persone in alloggi provvisori a causa della centrale nucleare di Fukushima e di altri motivi. Puntiamo ad accelerare i lavori di ricostruzione e a realizzare un Paese più sicuro e resistente”, ha promesso il premier.

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