Giornata della donna, appello Oxfam a governi e gruppi d’affari

La fame riguarda 842 milioni di persone, di cui il 60% sono donne. I 3/4 delle persone che soffrono la fame vivono nelle zone rurali e sono piccoli agricoltori, vittime delle impennate dei prezzi, delle variazioni del clima e dei grandi investitori privati e statali che competono per sfruttare le risorse naturali. La fame è il frutto di profonde ingiustizie. È la conseguenza di modelli di produzione e consumo diseguali e insostenibili, di una distribuzione ingiusta delle risorse e relazioni di potere distorte. E non c’è giustizia sociale senza giustizia di genere.

I paesi con maggiori problemi legati alla fame sono infatti gli stessi in cui si riscontrano i più alti livelli di diseguaglianza di genere. I livelli di istruzione, lo status o il potere delle donne all’interno delle famiglie e delle comunità influenzano direttamente lo stato nutrizionale dei bambini. Ogni anno si registrano 7,6 milioni di morti tra i bambini sotto i cinque anni, di queste morti un terzo è correlato con la denutrizione: significa 7.100 bambini al giorno, 296 bambini ogni ora.

Le donne provvedono alla maggior parte del cibo per la propria famiglia e per l’intera comunità, eppure sono le prime ad essere discriminate in termini di accesso al credito, terra, ma anche conoscenze e potere. E’ dimostrato che se le donne avessero uguale accesso alle risorse rispetto agli uomini, nelle zone rurali si potrebbero salvare 150 milioni di persone. Nelle zone rurali, le donne producono tra il 60% e l’80% del cibo, hanno solo il 10% dei ricavi e l’1% delle terre. Se le donne avessero uguale accesso alle risorse rispetto agli uomini, la povertà mondiale si ridurrebbe fino al 17% e si potrebbero salvare 150 milioni di persone. Per questo sostenere una donna, rafforzare la sua autonomia, il suo potere e le sue competenze, significa aiutare la sua famiglia e la sua comunità ad uscire dalla povertà.

La giornata internazionale della donna- si legge sul sito di Oxfam – offre l’occasione, ancora una volta, per sottolineare la necessità di perseguire una vera uguaglianza e parità tra i sessi, in termini di accesso alle risorse, ai diritti, alle opportunità. Nonostante vi siano stati progressi in questo senso, ancora oggi siamo ben lontani dall’aver raggiunto una vera uguaglianza.

Le donne in prima fila nel proteggere il territorio e la vita delle comunità dagli effetti del cambiamento climatico. Un appello per dire stop ai cambiamenti climatici che riducono alla fame alcune popolazioni del mondo. Un clima diventato ormai selvaggio, senza regole, le stagioni ormai imprevedibili – si legge sul sito – stanno cambiando le coltivazioni da parte degli agricoltori e portando alla fame alcune popolazioni della Terra. I prezzi dei cibi salgono e la loro qualità cala. Molto presto saranno i cambiamenti climatici a determinare ciò che potremo mangiare. E’ questo l’sos di Oxfam che chiama a raccolta tutti coloro che vogliono chiedere di tagliare le emissioni di gas serra, di aiutare gli agricoltori ad affrontare un tempo che cambia e assicurare che ci sia abbastanza cibo per tutti. Tutti insieme possiamo vincere la battaglia contro la fame. L’8 marzo festeggia una donna speciale regalandole uno de Gli Spacchettati e sostieni migliaia di donne nel mondo, garantendo loro istruzione, risorse, formazione e accesso alla terra.

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