India: Telenga Hassa, leader indigeno minacciato perché resiste agli sfratti dalla riserva delle tigri

Gli indigeni che vivono all’interno di una Riserva delle tigri in India vengono “minacciati” e indotti “con l’inganno” ad abbandonare la terra ancestrale. Telenga Hassa, leader indigeno della riserva per le tigri di Similipal, in India teme per la sua sicurezza: una guardia forestale ha sollecitato la sua comunità a picchiarlo e cacciarlo via perché difende il diritto di rimanere nella sua terra. Telenga, un uomo Munda della comunità di Jamunagarh, sta guidando la lotta della sua comunità contro i tentativi dei funzionari di cacciarli da quella che è oggi la Riserva di Similipal nel nome della “conservazione” delle tigri.

In gennaio, nel corso di una riunione del villaggio in cui Telenga era assente, una Guardia Onoraria della Fauna Selvatica (Honorary Wildlife Warden) avrebbe invitato gli abitanti ad attaccarlo o a cacciarlo dalla riserva se non avesse acconsentito al loro trasferimento. Telenga ha raccontato a Survival International – il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni – che, durante i precedenti incontri, lo stesso funzionario aveva insultato lui e la sua tribù, e stracciato una dichiarazione in cui la comunità spiegava la sua opposizione agli sfratti.

Secondo la legge indiana e quella internazionale, i popoli indigeni devono dare il loro consenso libero, prioritario e informato prima di poter essere trasferiti dalle loro terre ancestrali. Gli abitanti del villaggio di Jamunagarh, tuttavia, hanno subito anni di molestie. Nel settembre scorso avevano denunciato di essere stati ‘minacciati’ e ‘ingannati’ per acconsentire allo spostamento.

“Preferiremmo morire piuttosto che andarcene dal villaggio” ha detto Telenga a Survival. “Il dipartimento forestale ci sta facendo pressione per farci andar via, ci minacciano dicendoci cose come: ‘se cercherete di rimanere vi denunceremo alla polizia, diremo che siete Maoisti e vi arresteremo’.” In tutta l’India, i popoli indigeni vengono sfrattati illegalmente e con la forza dalle loro terre ancestrali nel nome della conservazione della tigre. Nel dicembre 2013, 32 famiglie khadia sono state sfrattate da Similipal e costrette a vivere in squallide condizioni, sotto teloni di plastica. Migliaia di Baiga sono stati sfrattati dalla Riserva delle tigri di Kanha – set del famoso “Libro della giungla”.

Telenga ha inoltrato un reclamo alla polizia distrettuale in cui denuncia gli insulti verbali, le minacce e le istigazioni all’attacco. Anche Survival ha inoltrato due reclami alla Commissione per i Diritti Umani di Odisha, ma non ha ricevuto alcuna risposta.

“Questo è solo un altro, ennesimo esempio di come i popoli indigeni che vivono nelle riserve delle tigri dell’India vengono intimiditi e minacciati per convincerli ad ‘acconsentire’ al loro trasferimento” ha dichiarato oggi il Direttore generale di Survival, Stephen Corry. “Chi, come Telega, è abbastanza coraggioso da resistere ai cosiddetti sfratti ‘volontari’ subisce molestie e minacce terribili. I popoli indigeni sono i migliori conservazionisti: hanno gestito le loro terre in modo sostenibile per generazioni. Cacciarli dalle loro terre è una violazione dei diritti umani, e non salverà le tigri.”

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