Jellyfish Barge la Serra galleggiante a tutto vantaggio dell’Ambiente

Noi ne avevamo dato notizia già qualche tempo fa, esattamente il 19 Novembre 2014, vi ricordate? Ma sembra che questo progetto italiano sia arrivato oggi a fare capolino fra le notizie di giornata. Si tratta di Jellyfish Barge .

Grazie al genio di architetti e botanici di Pnat, start-up nata dall’ Universita’ di Firenze è stato realizzato un progetto, la cui realizzazione è stata affidata a Studiomobile, il cui coordinamento è stato affidato al Prof. Stefano Mancuso del Linv, con il fine di trovare una concreta soluzione alla previsione della crescita mondiale della popolazione umana che entro i prossimi 40 anni che toccherà la cifra di 10 miliardi di persone. Così è nato il primo prototipo di serra galleggiante idroponica, in cui sarà possibile la coltivazione senza l’uso di terra, acqua dolce o energia chimica. La serra, chiamata Jellyfish barge (perchè la sua fomra rchima quella di una medusa), utlizzando un sistema innovativo, è in grado di trasformare acqua salata, salmastra o inquinata in acqua dolce utilizzabile per le colture.

Oltre a queste straordinarie caratteristiche, la serra è stat costruita con l’uso di tecnologie a basso costo e materiali semplici. Essa è costituita da una piattaforma in legno di circa 70 mq in grado di galleggiare grazie ad un supporto di 96 fusti di plastica riciclata, sormontata da una serra in vetro per le coltivazioni. Al suo interno, un sistema di coltivazione idroponica ad alta efficienza permette di risparmiare fino al 70% sui consumi idrici rispetto ai metodi tradizionali, mentre l’acqua necessaria proviene da sette unità di dissalazione alimentate ad energia solare, in grado di produrre fino a 150 litri di acqua pulita ogni giorno.

Il design della Jellyfish barge è volutamente modulare, replicabile all’infinito, ma nello stesso tempo perfettamente funzionante singolarmente. In base a quanto afferma il team dei suoi realizzatori, la serra galleggiante potrebbe produrre abbastanza cibo da sostentare due famiglie, inoltre la struttura essenziale e leggera della costruzione, si presta alla massima flessibilità e varietà di ambienti, senza nessun tipo di esigenza particolare.
Fonte Rinnovabili.it

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