Ma è vero che la natura fa bene alla salute?

Anche tu ti sei fatto questa domanda? La risposta arriva dalla ricerca. L’idea che la natura possa favorire il benessere psico-fisico e la salute è apparsa per lungo tempo intuitivamente valida. Il recente sviluppo nei paesi occidentali della promozione della salute pubblica, che studia come proteggere e aumentare la salute della comunità, ha stimolato però la crescente richiesta di studi scientifici sulla relazione natura-salute e i possibili meccanismi sottostanti.

È dunque vero che la natura fa bene? Ecco il contributo della Psicologia Ambientale. C’è un numero di evidenze scientifiche sempre maggiore che correla natura e indicatori di salute dell’individuo. Facciamo alcuni esempi: Nel 1984 R. Ulrich pubblica uno studio in cui per la prima volta vengono riportate evidenze scientifiche sul rapporto tra esposizione alla natura e aumento della salute. Attraverso l’analisi delle cartelle cliniche di ricoverati per un intervento alla cistifellea, Ulrich dimostra che i pazienti che si trovavano in una stanza che affacciava su aree naturali ricche di vegetazione avevano una degenza post-operatoria più breve, riferivano meno commenti negativi valutando le infermiere e avevano bisogno di meno antidolorifici rispetto a quelli che dalla stanza vedevano un muro.

Questi risultati sono stati replicati in uno studio (Park, 2006) condotto in un ospedale coreano, dove i pazienti dopo l’operazione sono stati assegnati a stanze identiche tranne per la presenza o meno di vasi di piante: lo studio dimostra, tra le altre cose, che i pazienti nelle stanze con vasi di piante avevano degenze più brevi e necessitavano di meno medicazioni. Può essere uno spunto utile anche nella nostra vita quotidiana, no?

Ma non è finita. La natura influisce positivamente anche sulla salute pubblica. In Inghilterra nel 2008 è stato effettuato uno studio (Mitchell & Popham) che mostra come i diversi tassi di mortalità tra poveri e ricchi siano più bassi di quasi il doppio in quartieri con molti spazi verdi rispetto a quartieri aridi: le diverse condizioni di salute tra gruppi con status socio-economico differente sembra quindi possano essere ridotte con la disponibilità di spazi verdi. I dati di un recente studio (Van Dillen, De Vries, Groenewegwn & Sreeuwenberg, 2011) svolto in 80 quartieri olandesi suggerisce però che anche la qualità dello spazio verde ha altrettanta importanza per la salute, indipendentemente dalla quantità di verde disponibile.

I risultati di queste e altre ricerche pongono le basi per l’accettazione formale dei benefici della natura sulla salute e per un suo migliore uso da parte anche della politica. E nel nostro Paese? Un progetto recente. L’Azienda Ospedaliera San Carlo Borromeo di Milano, in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano, sta realizzando un Healing Garden o “Giardino Terapeutico”. I lavori sono cominciati lo scorso ottobre 2014 e termineranno entro la primavera del 2015. I benefici degli healing gardens possono essere molteplici: la riduzione dello stress nei pazienti, nei familiari e nello staff dei curanti, la riduzione dei costi delle cure, l’aumento dell’autonomia dei pazienti, il miglioramento dell’umore e della qualità globale della vita. Assunto che la natura fa bene, in che modo ci riesce? Al prossimo articolo

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie