OGM: Coldiretti, bene libertà di divieto in UE, ora tocca a parlamento mettere a punto una normativa nazionale

La decisione di mantenere in Italia il divieto di coltivare ogm come chiedono quasi otto italiani su dieci è un ottimo biglietto da visita per il made in Italy alimentare in vista dell’Expo”, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, nel commentare positivamente il via libera finale del Consiglio Ue alle nuove regole che consentono agli Stati membri di poter  scegliere se limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm) sul proprio territorio nazionale. ”Gli ogm infatti non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione”.

Ora tocca al parlamento italiano mettere a punto una normativa nazionale che – sottolinea Moncalvo – possa dare continuità alla lungimirante scelta fatta dall’Italia di vietare gli Ogm dato che la nuova normativa che dovrebbe entrare in vigore gia’ a marzo, dopo 20 giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Europea. Siamo di fronte – afferma Moncalvo – ad un importante e atteso riconoscimento della sovranità degli Stati nonostante il pressing e alle ripetute provocazioni delle multinazionali del botech. L’Europa da un lato, le Alpi e il mare dall’altro, renderanno l’Italia – precisa Moncalvo – finalmente sicura da ogni contaminazione da Ogm a tutela della straordinaria  biodiversità e del patrimonio di distintività del Made in Italy. Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura – continua Moncalvo – non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico del Made in Italy”.

Secondo l’analisi della Coldiretti del 3 per cento i terreni seminati con organismi geneticamente modificati (ogm) in Europa nel 2014 a conferma della crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che non rispetta le promesse, secondo l’analisi del rapporto annuale 2014 dell’ “International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications” (ISAAA). La superficie ogm in Europa nel 2014 si è ridotta ad appena  143.016 ettari di mais Bt coltivati in soli 5 Paesi sui 28 che fanno parte dell’Unione. La Coldiretti precisa che nei 28 paesi dell’Unione Europea, nonostante l’azione delle lobbies che producono ogm, nel 2013 solo 5 hanno coltivato ogm (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con appena 148 mila ettari di mais transgenico MON810 piantati per la quasi totalità in Spagna.

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