Oltre 60 mln di ettari di foresta verranno ripristinati, Iucn: lotta alla deforestazione obiettivo prioritario

La buona notizia arriva dalla Germania, 60 milioni di ettari di foresta verranno ripristinati, 15 paesi si sono impegnati a ripristinare più di 60 milioni di ettari di foresta entro il 2020. Ad annunciarlo l’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), alla fine di una conferenza tenutasi a Bonn.

“Nuovi progetti di ripristino sono stati annunciati da paesi latino americani che sfidano i paesi asiatici e africani, al 2 ° Convegno internazionale del Bonn”, sostiene l’IUCN in una dichiarazione. “Il mondo riconosce che il restauro del paesaggio forestale è un importante contributo per affrontare le sfide globali, quali il cambiamento climatico, la conservazione della biodiversità, la sicurezza alimentare e la crescita economica”, ha detto Inger Andersen, direttore generale dell’IUCN. “Siamo in un punto dove la riduzione dell’emissioni semplice non è sufficiente,” ha detto Tine Sundtoft, ministro norvegese dell’ambiente. “Noi dobbiamo catturare attivamente le emissioni di CO2 nell’atmosfera e il ripristino delle foreste è il modo per farlo più a basso costo”, ha aggiunto.

I paesi coinvolti nei programmi di rimboschimento includono: Stati Uniti (15 milioni di ettari), Etiopia (15 milioni), Repubblica democratica del Congo (8 milioni), Messico (7.5), Guatemala (3.8), Perù (3), Uganda (2.5), Ruanda (2) e 1 milione di ettari o meno in Brasile, El Salvador, Costa Rica, Colombia, Ecuador e Cile. Questi programmi beneficiano del sostegno finanziario di paesi come la Germania e la Norvegia, partner del settore privato e organizzazioni internazionali. La sfida a Bonn è stata lanciata nel 2011 dalla Germania e dalla IUCN, un’organizzazione con sede a Bonn che fa riferimento all’elenco delle specie minacciate di estinzione nel mondo.

La deforestazione e la degradazione degli ambienti forestali sono responsabili globalmente di circa il 10 % delle emissioni di gas serra. La lotta alla deforestazione deve diventare un obiettivo prioritario se vogliamo combattere il cambiamento climatico. Più tardi interveniamo, più si allontana la probabilità di ridurre gli impatti del clima sugli habitat e sulle specie così come le conseguenze per l’umanità intera .

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