Omeopatia: gli esperti italiani rispondono al report australiano, non siamo “ciarlatani”

L’AMIOT (Associazione Medica Italiana di Omotossicologia) prende una posizione chiara e forte nei confronti delle notizie circolate in questi giorni sui risultati di un documento completato a marzo 2015, critico sull’efficacia dell’omeopatia, pubblicato dal National Health and Medical Research Council (NHMRC), Istituto australiano di ricerca medica, secondo il quale l’omeopatia sarebbe una pratica inefficace per il trattamento delle patologie mediche e potrebbe mettere a rischio la salute di chi la utilizza.

Gli esperti e ricercatori dell’AMIOT sottolineano come il rapporto Australiano non sia uno studio basato su prove scientifiche di efficacia, e ne contestano anche il carattere di novità. “Si tratta banalmente della riproposizione e completamento di un’analisi già ampiamente pubblicizzata a settembre dell’anno scorso – ha dichiarato Leonello Milani, medico specializzato in Neurologia e membro del Comitato scientifico AMIOT – che non apporta alcun elemento innovativo o prova significativa nel più ampio panorama della letteratura scientifica. Stupisce che alcune riviste strumentalizzino la vicenda ‘strombazzando’ di un ‘nuovo studio scientifico’: la scientificità di una ricerca è determinata in via esclusiva dalla pubblicazione su riviste indicizzate peer-reviewed. Dove è stato pubblicato il documento Australiano? Su nessuna rivista scientifica, solo sul sito dell’istituto di ricerca stesso che l’ha prodotto: penso non occorra aggiungere altro”.

Il documento Australiano – come precisato dall’Homeopathy Reserch Institute, una delle più prestigiose organizzazioni per la ricerca scientifica di alta qualità in omeopatia: “non riflette in modo accurato i risultati degli studi di ricerca originari sull’omeopatia, e la conclusione che non vi siano evidenze per dimostrare che l’omeopatia sia un trattamento efficace per le patologie cliniche riportate è fortemente esagerata; inoltre, le reazioni pubblicate su alcuni mass-media hanno interpretato tale conclusione ‘a senso unico’, sottendendo che non esistano studi positivi che dimostrino che l’omeopatia è efficace, è questo è falso”.

Le parole del Prof. Paolo Roberti di Sarsina, dell’Osservatorio Metodi per la Salute dell’Università di Milano – Bicocca, Medico ed esperto di fama internazionale nell’ambito delle Medicine Non Convenzionali – confermano peraltro i dubbi di Milani: “Gli studi negativi presi ad esempio da questo documento Australiano utilizzano sempre l’omeopatia in modo difforme dal protocollo della corretta pratica omeopatica, pertanto i risultati non potranno che essere che scarsi. Ma le prove di efficacia della medicina complementare e non convenzionale sono ormai così numerose e solide che solo chi è in mala fede può ignorarle. Così facendo, non si aiuta certamente il progresso della scienza e della ricerca, e si ostacola la libertà di scelta terapeutica degli stessi medici e pazienti”. Seguendo questo metodo davvero discutibile – hanno aggiunto gli esperti AMIOT – certamente l’omeopatia risulterà inefficace, ma seguendo il medesimo metodo anche qualunque medicinale allopatico risulterebbe “inefficace” o poco efficace.

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