Organi e Nervi danneggiati si ripareranno con i Nanoaghi

L’Imperial College di Londra coordinato dall’italiano Ciro Chiappini ha realizzato i Nanoaghi, mille volte più piccoli di un capelli, la cui funzione è quella di riparare organi e nervi danneggiati con l’obiettivo di stimolare la formazione di nuovi vasi sanguigni.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Materials, e spiega come questa tecnica sia uno strumento innovatico capace di la riparazione di organi e nervi danneggiati e anche l’integrazione di organi trapiantati nel nuovo organismo, riducendo di fatto il rigetto. Come funzionano i nanoaghi? Essi lavorano rilasciando, in un’area specifica, gli acidi nucleici, cioè i ‘pacchetti’ di informazione genetica necessari a tutti gli esseri viventi e che sono alla base delle molecole Dna ed Rna. Grazie a questi pacchetti le cellule vengono stimolate a riprogrammarsi per svolgere nuove funzioni. .

Come sono fatti? Sono minuscole strutture porose, il cui meccanismo è simile a quello di una spigna che carica più acidi nucleici rispetto alle strutture solide. Inquesto modo riescono a penetrare nella cellula, bypassando la sua membra più esterna, e rilasciando in loco gli acidi nucleici senza danneggiarla o ucciderla. Sono costituiti da silicio biodegradabile, così che possano essere lasciati nel corpo senza il rischio di residui tossici. Il silicio si degrada infatti in due giorni.

Durante la fase di sperimentazione i ricercatori, grazie ai nanoaghi, sono riusciti a consegnare, Dna e micro frammenti di Rna nelle cellule umane in laboratorio, e nei muscoli dorsali dei topi. Dopo sette giorni hanno notato un aumento di ben sei volte dei vasi sanguigni dei muscoli della schiena, che hanno continuato a formarsi per 14 giorni. La tecnica non ha causato infiammazioni nè altri effetti collaterali.

Il prossimo obiettivo dei ricercatori è quello di sviluppare un materiale simile ad una benda flessibile in cui incorporare i nanoaghi, in modo da poterla applicare alle diverse parti del corpo, internamente ed esternamente, per rilasciare gli acidi nucleici lì dove servono, riparare e riprogrammare le cellule.

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