Petizione #Pizzaunesco: 300mila firme per tutelare l’arte dei pizzaiuoli napoletani

Domani alle 11:30 a Palazzo Montecitorio, sala stampa Camera dei Deputati, in via della Missione 4, si terrà la conferenza stampa per il sostegno delle candidatura dell’arte dei Pizzaiuoli napoletani nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità.

All’incontro saranno presenti: Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente; Roberto Moncalvo, Presidente nazionale Coldiretti; Jimmy Ghione, inviato di Striscia la Notizia e Roberto Grossi, Presidente di Federculture e dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Tra i Parlamentari che hanno sostenuto la petizione: Colomba Mongiello, Deputata del Partito Democratico; Khalid Chaouki, Deputato del Partito Democratico; Alessandro Zan, Deputato del Partito Democratico; Filiberto Zaratti, Deputato di Sinistra Ecologia Libertà; Salvatore Micillo, Deputato Movimento 5 Stelle e Giuseppe L’Abbate, Deputato Movimento 5 Stelle.

Il 26 marzo la Commissione nazionale italiana per l’Unesco deciderà la candidatura di quest’anno per l’iscrizione nella lista del Patrimonio immateriale dell’Umanità. Negli ultimi giorni della raccolta firme per la petizione, lanciata su Change.org a settembre (https://www.change.org/pizzaunesco), sono state raggiunte ulteriori 10.000 firme nella sola giornata di lunedì oltre la grande mobilitazione per la raccolta cartacea che ha portato al traguardo finale di 300.000 sostenitori, tra cui decine di Parlamentari.

«Nell’anno di Expo – commenta Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della petizione – , troppo condizionata dalle multinazionali come McDonald’s o Nestlè, questa è la candidatura giusta. Noi vorremmo che l’Italia si mobilitasse per difendere i piccoli agricoltori e i contadini, come proposto da Carlo Petrini che ha firmato la petizione, e per il recupero delle tradizioni e della manualità nei processi di produzione alimentare, ormai diventati così impersonali e senza valori. Mi auguro che giovedì la Commissione nazionale italiana per l’Unesco sostenga con convinzione la nostra richiesta».

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