Sbarco in porto di tutto il pescato: Slow Food, ottima la nuova norma, ma chiediamo controlli e il percorso che subirà il pesce dopo lo sbarco

Ulteriore passo avanti dell’Ue verso il via libera definitivo sulla normativa per rendere operativo l’obbligo di sbarco di tutto il pescato in porto, che in base alla nuova riforma della Politica Comune della Pesca e’ in vigore dal primo gennaio 2015. Il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) dei 28 Stati membri dell’Ue ha infatti approvato il testo di compromesso finale sull’attuazione dell’obbligo di sbarco, chiamato regolamento “omnibus”, in quanto contiene un pacchetto di modifiche ai regolamenti di controllo e specifiche misure tecniche.

Silvestro Greco, Presidente del Comitato Scientifico Slow Fish – dichiara – “Esprimiamo il più vivo plauso alla commissione Pesca dell’Europarlamento per l’approvazione della norma che impone che tutto il pescato venga sbarcato in porto. In questo modo di fatto si vieterà che i pescatori ributtino in mare i pesci pescati sotto taglia o non commerciabili”. “Nello stesso tempo chiediamo che sia chiaro come s’intenda procedere con i controlli e che venga normato il percorso che lo scarto subirà dopo lo sbarco”, conclude Greco. Quello del pesce ributtato è uno dei temi al centro del prossimo Slow Fish, al Porto Antico di Genova dal 14 al 17 maggio, la manifestazione internazionale organizzata da Slow Food Italia e Regione Liguria che per prima ha unito il piacere legato al cibo alle tematiche ambientali della tutela dei mari e delle specie ittiche. Il programma completo e la possibilità di prenotare gli appuntamenti sarà disponibile su www.slowfood.it a partire dal 18 marzo.

La commissione Pesca dell’Europarlamento ha adottato con 17 voti a favore, uno contrario e un’astensione, il testo di compromesso finale già approvato a febbraio dal Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) dei 28 Stati membri dell’Ue. Ai pescatori dell’Unione europea sono stati dati due anni di tempo per “adattarsi” prima che entrino in vigore il divieto di rigetto e le sanzioni per il suo mancato rispetto previsti con la nuova politica comune della pesca (PCP). E’ quanto era stato deciso nel quadro di un accordo provvisorio che hanno approvato a fine gennaio il Parlamento e il Consiglio europeo e favorito dalla Commissione Europea. L’accordo ercherà di rendere più facile la vita di pescatori, limitando l’obbligo di tenere un giornale di pesca che elenchi tutti i quantitativi di ciascuna specie catturata e detenuta a bordo per le catture superiori a 50 Michelangelo Milazzo kg di peso vivo equivalente. Cancellato inoltr l’obbligo di separare le catture sottodimensionate in cassette diverse

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