Siria: appello Oxfam, popolazione costretta ad adottare forme di sopravvivenza disperate

La crisi in Siria non accenna ad attenuarsi, nel primo trimestre 2015 finanziato solo il 9.8% degli aiuti. Le organizzazione umanitarie stimano che nel 2015 saranno necessari circa 8,7 miliardi di dollari per soccorrere circa 18 milioni di civili all’interno della Siria e nei paesi vicini: praticamente, poco più di un dollaro al giorno a persona. A oggi solo il Regno Unito ha garantito una “giusta quota” di aiuti in base alle dimensioni della propria economia: nel primo trimestre 2015 sono stati stanziati soltanto il 9.8% degli aiuti necessari.

Un trend negativo confermato anche da quanto emerso nelle ultime due conferenze sulla crisi siriana, dove sono stati garantiti finanziamenti nettamente inferiori rispetto alle reali necessità. Nel 2014 le organizzazioni umanitarie, l’ONU, il Comitato Internazionale della Croce Rossa e la Federazione Internazionale della Croce Rossa, avevano richiesto lo stanziamento di 7,7 miliardi di dollari per poter prestare soccorso ai civili: alla fine dell’anno però, era arrivato soltanto il 62,5% dei fondi.

Riccardo Sansone, responsabile emergenze umanitarie di Oxfam Italia, – ha dichiarato – “A quattro anni dall’inizio del conflitto, gli appelli lanciati dalle organizzazioni umanitarie hanno richiesto il massimo impegno da parte della comunità internazionale, ottenendo però poco in cambio. Senza gli aiuti internazionali necessari a far fronte ai bisogni della popolazione siriana, moltissime persone saranno costrette ad adottare forme di sopravvivenza disperate, come il lavoro minorile e i matrimoni precoci”.

“Nei primi tre mesi del 2015 i fondi da parte della comunità internazionale sono arrivati col contagocce – ha aggiunto Sansone – il 90,2% degli aiuti richiesti negli appelli lanciati dall’ONU e della Croce Rossa non è stato ancora finanziato. I paesi donatori che si riuniranno domani per il summit in Kuwait devono e possono fare meglio dell’anno scorso, sia singolarmente che insieme”. Oxfam chiede inoltre che i paesi ricchi accolgano, entro la fine del 2015, il 5% dei rifugiati siriani più vulnerabili; attualmente l’impegno è per meno del 2% dei 3,9 milioni di rifugiati siriani in fuga dalla guerra, per di più senza un chiaro riferimento temporale.

“L’analisi di Oxfam mostra che molti Stati europei non hanno una linea d’azione chiara – spiega Sansone – molti paesi hanno offerto meno del 10% della propria effettiva capacità di accoglienza per i rifugiati siriani, tra questi il Regno Unito, la Francia, l’Italia, la Spagna, il Portogallo e la Polonia. Ogni giorno vediamo come i rifugiati rischino la vita nei drammatici viaggi della speranza attraverso il Mediterraneo, soprattutto verso l’Italia: l’Europa non può più chiudere gli occhi di fronte a questo esodo”.

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