Solar Impulse lascia l’India e vola verso la Birmania

Solar Impulse 2, l’aereo svizzero alimentato a energia solare che punta a compiere il giro del mondo, è decollato questa mattina  alle 05.22 ora locale dalla città  indiana di Varanasi (Benares) diretto a Mandalay, in Birmania.  Ai comandi del velivolo si trova lo svizzero Bertrand Piccard, presidente del programma che punta a promuovere l’uso delle energie pulite come contributo alla salvezza del pianeta. L’altro pilota svizzero e direttore generale del programma, André Boschberg, aveva guidato l’aereo ieri nel trasferimento da Ahmedabad, in Gujarat, a Varanasi, volando ad una quota di 5.300 metri.

Prima di lasciare l’India il Solar Impulse 2 avrebbe dovuto sorvolare a lungo il Gange per sostenere la campagna di pulizia di questo fiume sacro, ma l’iniziativa è stata abbandonata a causa di alcune ore di ritardo accumulate nel precedente scalo per problemi burocratici. L’impresa di Piccard e Borschberg è cominciata il 9 marzo scorso da Abu Dhabi. Dopo lo scalo a Mandalay, in Birmania, il viaggio proseguirà verso Chongquing, in Cina, per raggiumgere poi gli Stati Uniti. L’aereo a energia solare di Solar Impulse è progettato per restare in volo giorno e notte senza carburante fossile. Ciò è possibile grazie alle eccezionali prestazioni aerodinamiche e all’efficienza energetica del velivolo. Con una velocità di crociera tra i 50 e i 100 km all’ora, avranno bisogno di 25 giorni effettivi di volo per compiere la missione, che si snoderà per 12 tappe sorvolando il Mar Arabico, l’India, la Birmania, la Cina, l’Oceano Pacifico, l’Atlantico e il Mar Mediterraneo.

Il Solar Impulse 2 è decollato, lunedì 9 marzo da Abu Dhabi, per farvi ritorno tra cinque mesi dopo aver sorvolato il globo. Con questa avventura senza precedenti intendono dimostrare come una chiara visione consenta di superare i limiti del possibile e farsi promotori di un utilizzo più sostenibile delle risorse. Da qui, dopo aver attraversato il Pacifico passando per le Hawaii, farà tre soste negli Usa, di cui una all’aeroporto Jfk di New York, e una tappa in Europa meridionale o in Africa del nord, in base alle condizioni meteo. Se tutto andrà secondo i piani, ad agosto Borschberg e Piccard rientreranno ad Abu Dhabi con in tasca un record mondiale.

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