Via libera al Parco della salute, della ricerca e dell’innovazione di Torino

Firmato  il protocollo d’intesa per il “Parco della salute, della ricerca e dell’innovazione di Torino”. Entro le prossime due settimane inizierà dunque nel concreto il lavoro della cabina di regia presieduta dalla Regione Piemonte che, insieme alla segreteria tecnica e avvalendosi dei propri enti strumentali e agenzie – su tutte Finpiemonte e Ires – ha il compito, garantendo il massimo livello di coordinamento e di condivisione delle scelte, di definire il cronoprogramma dell’intero processo per individuare le procedure più idonee alla realizzazione del progetto, a partire dalla definizione del quadro economico e tenendo conto dei contenuti della programmazione sanitaria.

Alla cerimonia per la firma del protocollo oggi erano presenti i cinque soggetti protagonisti del progetto: la Regione Piemonte rappresentata dal presidente Sergio Chiamparino, la Città di Torino con il sindaco Piero Fassino, l’Università degli Studi di Torino con il rettore Gianmaria Ajani, l’Azienda Ospedaliera universitaria con il direttore generale Gianpaolo Zanetta e la società Sistemi Urbani srl di Ferrovie dello Stato con l’amministratore delegato Carlo De Vito.

Il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino -ha dichiarato -, la firma del protocollo segna una ripartenza effettiva rispetto a quanto facemmo nel 2002, avviando un progetto che poi si bloccò per cause note a tutti. Con oggi si apre una fase nuova, ed è lo stesso Ministero del Tesoro a chiederci, in considerazione dell’elevato livello di credibilità della squadra che gestisce la sanità piemontese, a partire da Saitta e Moirano, di presentare progetti di edilizia sanitaria. È una situazione irripetibile e noi siamo intenzionati a concludere in fretta questa fase preliminare per dare finalmente il via ai lavori. Il Parco della salute si propone come intreccio fra esigenza di ricerca, di innovazione, formazione e qualità dei processi produttivi e sorgerà in un’area altamente capiente e fortemente collegata da un punto di vista infrastrutturale con il resto della città e con l’esterno. È un vero e proprio polo terziario avanzato, che mette il capoluogo piemontese sullo stesso livello di altre città italiane ed europee che su questo aspetto hanno investito già da tempo. Un nostro preciso impegno che stiamo onorando.”

“Oggi i quattro grandi ospedali Molinette, Sant’Anna, Regina Margherita e Cto sono già per il Piemonte una realtà di grande importanza sul piano clinico e medico ma anche sociale ed occupazionale: il nostro obiettivo – aggiunge l’assessore alla sanità Antonio Saitta – è rafforzare questo ruolo di riferimento per le più rilevanti patologie partendo dalla tradizione acquisita negli anni, ma per dare vita ad un polo di eccellenza in grado di attrarre pazienti in arrivo dall’Italia e dall’Europa. Per fare questo, è indispensabile la sinergia delle istituzioni con l’Università, i centri di ricerca, le imprese”.

“Il Piemonte ha un sistema sanitario di eccellenza – commenta il Sindaco di Torino Piero Fassino – e questo protocollo ci consente di svilupparlo: il nuovo insediamento consolida uno dei tre poli direzionali della città: il centro, Porta Susa e l’area Lingotto sulla dorsale di via Nizza. Si tratta inoltre di investimento che rafforza la riorganizzazione dei campus universitari. È infine la dimostrazione che la cooperazione interistituzionale è il modo giusto per realizzare grandi progetti, lavorando insieme”. Il nuovo Parco costituisce dunque un progetto prioritario delle politiche regionali per la salute e un sistema unitario di attività volte alla cura, alla ricerca, alla formazione superiore e ai servizi alle persone. Sarà costituito da un polo ospedaliero per l’alta complessità, con una potenzialità di 700 posti letto, un polo didattico, uno per la ricerca clinica e un per la ricerca di base, un bioincubatore; a completamento sono anche previste funzioni di servizio legate alla cura, alla formazione e alla ricerca, funzioni ricettive e per la residenzialità universitaria.

Il nuovo Parco della salute, della ricerca e dell’innovazione, compresi i servizi e le funzioni collegate, sorgerà nella zona Avio-Oval, dove la FS sistemi urbani srl mette a disposizione anche le proprie aree per tutte le attività necessarie agli approfondimenti tecnico progettuali: la scelta di quest’area consente di evitare consumo di suolo non urbanizzato ed è prioritaria in quanto collegata con la rete di trasporto pubblico ferroviario con un ruolo strategico della stazione Lingotto e metropolitano e accessibile alla rete viaria attraverso la tangenziale e i grandi corsi cittadini.

Al fine di raggiungere in ogni campo obiettivi di eccellenza, il Parco dovrà attivare le azioni necessarie per curare e migliorare la salute dei cittadini attraverso strutture tecnologicamente avanzate e attente ai bisogni complessivi della persona. In particolare l’attività dovrà caratterizzarsi per centralità del paziente e non dell’organizzazione, flessibilità di risposta mediante flessibilità di organizzazione sanitaria e gestionale, integrazione multiprofessionale, tecnologie avanzate, stretto collegamento tra assistenza, ricerca e didattica, ottimizzazione delle risorse e sostenibilità del complesso sfruttando la connessione tra assistenza, didattica e ricerca, capacità di interlocuzione a livello europeo ed internazionale con corrispondenti livelli di sistemi sanitari e di centri di ricerca universitari. Dovrà anche formare i futuri medici e gli altri operatori delle professioni sanitarie, nonché contribuire al progresso della ricerca scientifica ed diventare un polo di valenza europea in grado di attrarre finanziamenti e progetti. Il nuovo insediamento e le relative dovranno coordinarsi ed integrarsi funzionalmente con il Centro di Ricerca e Didattica previsto sul complesso dei Mercati generali denominato “Arcate”, per il quale verrà stipulata un’apposita convenzione tra Città, Politecnico e Università di Torino.

Regione Piemonte, Città, Università degli Studi e azienda ospedaliera-universitaria CSS di Torino, vista la natura dell’intervento, la sua rilevanza per l’intero ambito regionale, la possibilità che esso avvii una più ampia trasformazione urbana e diventi motore di crescita economica, garantiscono il loro impegno per il reperimento delle risorse economiche necessarie alla realizzazione delle opere previste dal protocollo

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