Dall’agricoltura multifunzionale 100 mila posti di lavoro per i giovani

La Cia (Confederazione italiana agricoltori) le imprese “under 35” di successo, sono la risposta al dramma della disoccupazione in Italia, dove l’85% della famiglie consiglierebbe ai figli di operare nel settore primario. Secondo le statistiche diffuse dall’Istat presentano ancora un quadro drammatico del lavoro in Italia: il tasso di disoccupazione a marzo e cresce di 0,2 punti (da febbraio) e tocca il record al 13%; la disoccupazione giovanile con un aumento di 0,3 punti percentuali sale al 43,1%, dal 42,8% di febbraio.

“Di fronte a questi dati -afferma il presidente della Cia-Confederazione italiani agricoltori Dino Scanavino- è necessario riflettere, ma anche agire, non possiamo non guardare con preoccupazione al futuro dei nostri giovani. Come agricoltori abbiamo l’orgoglio di affermare che dall’agricoltura può venire una concreta speranza di futuro. Se si darà spazio all’agricoltura multifunzionale rafforzando le filiere, collegando l’agricoltura al turismo, ma anche alla tutela del patrimonio paesaggistico e monumentale del nostro Paese, se diamo all’agricoltura un ruolo centrale nello sviluppo sostenibile siamo in grado di creare in cinque anni centomila nuovi posti di lavoro per gli under 35 nelle nostre aziende.”

Per questo il primo evento organizzato dalla Cia all’Expo è incentrato proprio sui giovani: il 5 maggio si parla di “Giovani: il vivaio da coltivare per far crescere il Paese”. In quella giornata saranno illustrati i casi d’ imprese di successo di agricoltori under 35. Maria Pirrone la presidente di Agia, l’associazione dei giovani di Cia, sottolinea : “Sta crescendo la concreta opportunità per i giovani di trovare lavoro nell’impresa agricola. Ci sono molti dati che lo confermano: dal boom degli iscritti alle facoltà agrarie (+43,1% per scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali, +22,9% per scienze e tecnologie alimentari, +18,6% per scienze e tecnologie agrarie e forestali mentre le università perdono iscritti)  alla percezione positiva che i giovani hanno dell’agricoltura. In una recente ricerca del Censis si evidenzia come per il 41% dei giovani l’agricoltura di qualità associata alla percezione positiva del cibo e della dieta mediterranea sia il primo motivo di orgoglio nazionale.

Ma non solo: l’85% delle famiglie italiane consiglierebbe ad un proprio figlio o nipote di impegnarsi in agricoltura. Questi dati dicono che per battere la disoccupazione giovanile il nostro settore è decisivo e che oggi l’impresa agricola è prima di tutto un’impresa ad alta innovazione e ad alta formazione: il 40% dei giovani agricoltori possiede un diploma e l’11% una laurea e il 41% degli agricoltori con laurea è giovane. Soprattutto se l’agricoltura è integrata con altre funzioni in una logica di filiera. Per questo nella nostra giornata in Expo ci occupiamo di agricoltura e benessere che significa anche mettere in campo le prime fattorie sportive d’Italia con un preciso protocollo studiato insieme alla Federazione di Atletica Leggera, che significa affermare il ruolo delle Fattorie didattiche e del Turismo verde, che significa attenzione all’alimentazione. Basti dire che un quarto delle imprese agricole under 35 fa coltivazione biologica”.

Un domani buono per i giovani se l’agricoltura, nella forma nuova della multifunzionalità, riacquista la sua indispensabile centralità.

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