Declino acciughe liguri, Greenpeace: Coldiretti legga i nostri documenti prima di diffamarci

Coldiretti IMPRESA PESCA,  nei giorni scorsi ha accusato Greenpeace di aver lanciato un falso allarme sul declino delle acciughe liguri, attribuendo all’organizzazione ambientalista dichiarazioni mai rilasciate. Serena Maso, Campagna Mare di Greenpeace Italia, replica: “I rappresentanti di Coldiretti IMPRESA PESCA dovrebbero verificare con maggiore attenzione le proprie fonti, per non prendere clamorosi abbagli. Di acciughe in Liguria, i nostri ultimi rapporti proprio non parlano!”.

Greenpeace si occupa da tempo di acciughe e pesca del pesce azzurro. Nei rapporti pubblicati negli ultimi anni per denunciare il declino di questi stock, l’associazione ambientalista ha concentrato la propria attenzione in particolare su due situazioni emblematiche, in Veneto e in Sicilia, che niente hanno a che vedere con la Liguria. I dati riportati da Coldiretti IMPRESA PESCA nella sua nota – principalmente relativi a sbarchi e prezzi applicati in Liguria – sono attribuiti a Greenpeace erroneamente.

Quanto alla fonte dei dati scientifici presentati nei rapporti di Greenpeace, Coldiretti evidentemente non sa – o finge di non sapere – che Greenpeace si riferisce a dati ufficiali e pubblici, prodotti dai comitati scientifici dell’UE e della FAO/CGPM. La sofferenza degli stock di acciughe è confermata dagli ultimi studi disponibili, da cui emerge un declino diffuso in tutti i mari italiani, compreso il Tirreno. Infatti per questa, come per altre aree, gli esperti suggeriscono misure immediate di riduzione della pressione di pesca e addirittura l’adozione di quote di cattura. “Alla faccia della “minuziosa smontatura” dei nostri dati! È preoccupante la superficialità con cui Coldiretti – che si propone peraltro quale nuovo soggetto di rappresentanza del settore pesca – si approccia a queste tematiche e al problema della pesca eccessiva. Quelle di Coldiretti IMPRESA PESCA sono omissioni gravissime, espressione di pura ignoranza o di una chiara volontà di mentire negando l’evidenza”, conclude Maso.

Che la situazione nei nostri mari sia grave e non tutta rose e fiori come vorrebbe far credere Coldiretti IMPRESA PESCA non è una novità. Solo poche settimane fa il Commissario europeo alla Pesca, Karmenu Vella, ha ribadito la profonda preoccupazione per il Mediterraneo, dove il 93 per cento degli stock ittici è già pienamente o eccessivamente pescato. E la crisi dell’acciuga italiana, la specie ittica più pescata nel nostro Paese, rappresenta una conferma di questo allarme. Per questo Greenpeace ha chiesto al ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina di agire subito per garantire la riduzione della pressione di pesca e adottare misure di recupero degli stock in declino.

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